Contatori intelligenti, rispetteranno la privacy?

Da Bruxelles giungono indicazioni di privacy sui contatori intelligenti, che presto verranno installati in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Questi dispositivi, infatti, permettono di seguire le abitudini intime di intere famiglie: da quanto consumano si capisce se sono in casa o in vacanza, come trascorrono il tempo libero e se un componente utilizza un dispositivo medico speciale. Tutto questo ha un enorme potenziale e, oltre ad essere usato per misurare il consumo reale di energia di una famiglia, potrebbe essere usato per altri scopi, in primis di marketing e pubblicità.

Alla luce di questi rischi, venerdì scorso il Controllore Europeo della protezione dei dati personali ha adottato un parere in cui sostiene la proposta di un modello di valutazione d’impatto sulla protezione dei dati. Il Garante Privacy si è però rammaricato per il fatto che la Commissione non ha fornito degli orientamenti più specifici e completi. 

Bisognerebbe quindi considerare un’ulteriore azione legislativa, partendo ad esempio da un emendamento alla direttiva sull’efficienza energetica, che è attualmente all’esame del Consiglio e del Parlamento. L’emendamento  dovrebbe includere l’obbligo per i controllori di procedere ad un’analisi d’impatto sulla protezione dei dati e di notificare eventuali violazioni dei dati personali.

Il GEPD raccomanda anche:

  • maggiori indicazioni sulla base giuridica del trattamento e sulle scelte a disposizione degli utenti, a cominciare dalla frequenza delle letture dei contatori;
  • applicazione obbligatoria di tecnologie di protezione dei dati e delle migliori tecniche disponibili per la minimizzazione dei dati;
  • maggiori indicazioni sul periodo di conservazione;
  • accesso diretto dei consumatori ai propri dati di consumo energetico e divulgazione dei propri profili individuali e della logica di eventuali algoritmi usati per l’estrazione dei dati e le informazioni sul telecomando di accensione / spegnimento .

 

 

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