Ddl semplificazione, Garante Privacy critica testo approvato da CdM

Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge semplificazione che completa l’azione di sburocratizzazione dell’amministrazione, già avviata con il decreto legge del “Fare”, approvato sabato scorso dal CdM. Si tratta di norme che riducono gli oneri amministrativi e informativi a carico di cittadini e imprese e utili per il rilancio dell’economia e l’ammodernamento del Sistema Paese. Ma il Garante Privacy non è d’accordo perché si modifica il codice di protezione dei dati personali, in contrasto con l’orientamento europeo.

“Il disegno di legge di semplificazione ripropone, con ostinazione degna di miglior causa, una pesante modifica del codice di protezione dei dati personali. Oltre sei milioni di imprenditori potrebbero perdere il diritto alla tutela della loro privacy senza alcuno sgravio di tutti gli obblighi e adempimenti nei confronti delle persone con cui hanno rapporti (clienti, consumatori, dipendenti ecc)”. Questo il commento di Antonello Soro, Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, che aggiunge: “Viene ipotizzato un improbabile sdoppiamento della persona di imprenditore a seconda della funzione svolta nel corso della giornata: artigiano, padre di famiglia, marito, mutuatario, inquilino, consumatore, ecc. Saremo costretti a respingere la richiesta di intervento di tutti gli imprenditori, grandi e soprattutto piccoli, che chiedono regolarmente protezione al Garante. La proposta del Governo – continua il Garante – è palesemente in contrasto con l’ordinamento comunitario, con la Carta di Nizza, con il Trattato di Lisbona. Un vero scivolone per un Governo a forte vocazione europeista. E’ davvero incredibile – conclude il Presidente dell’Autorità Garante – che nel nome della semplificazione si pensi di sopprimere la tutela di un diritto fondamentale a sei milioni di italiani. Scambiando i diritti per burocrazia. Auspichiamo che il Parlamento sappia fare giustizia”.

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