Privacy: illecito chiedere dati non pertinenti per iscrizione al nido

E’ illecita la raccolta di un numero rilevante di informazioni, spesso inutili e in alcuni casi di natura sanitaria per l’iscrizione ad un asilo nido. A dirlo è il Garante della protezione dei dati personali cui si è rivolto un genitore alle prese con il modulo di iscrizione. Secondo il genitore non tutte le domande erano pertinenti. E non c’è da dargli torto: i genitori sono separati, divorziati, morti? Sono stranieri?  Dove risiedono i nonni? Lavorano? quante ore a settimana e quale è il loro stato di salute. Sono invalidi?  Questo il tenore di alcune domande che il Garante ha ritenuto illecite ed ha vietato al comune di raccoglierle di nuovo in futuro, limitandosi alla raccolta delle sole informazioni necessarie alla verifica dei criteri di iscrizione previsti dal Regolamento comunale.

L’Autorità ha ordinato inoltre al comune di cancellare i dati non pertinenti già acquisiti in violazione della disciplina sulla privacy. Nel definire la segnalazione  l’Autorità ha rilevato un effettivo disallineamento tra i numerosi dati personali, anche sensibili, richiesti dal Comune nel modulo di domanda di iscrizione all’Asilo e quelli che il Regolamento comunale prende in considerazione per attribuire i punteggi della graduatoria di iscrizione al nido (attività dei genitori compreso l’orario di lavoro, presenza di persone invalide nel nucleo familiare, affidamento ai servizi sociali, numero dei figli, età, eventuali gemelli).

Un commento a “Privacy: illecito chiedere dati non pertinenti per iscrizione al nido”

  1. giovanni ha detto:

    figuratevi che a genova ritirano la carta d’identita a chi entra con il cane