Professioni non organizzate, Protocollo Adoc-Confassociazioni

Aprire un dialogo costante sui temi quali il rispetto dei contratti collettivi e della legislazione del lavoro, la regolazione dei servizi professionali, i processi di informazione e soddisfazione dei consumatori. Una strategia economica e sociale condivisa che sia utile al contempo alla valorizzazione del lavoro professionale e alla tutela dei consumatori. Sono questi gli obiettivi del protocollo d’intesa siglato oggi tra l’Adoc e Confassociazioni.

“Il tema del dialogo permanente con le organizzazioni del consumerismo rappresenta uno dei nostri obiettivi prioritari – hanno dichiarato Angelo Deiana, Presidente di Confassociazioni e Riccardo Alemanno, Vice Presidente Vicario con delega ai rapporti con i Consumatori – Continua dunque il percorso di alleanza e collaborazione con le Associazioni dei Consumatori di cui il protocollo firmato oggi rappresenta uno punto di riferimento di grande significatività per la nostra Confederazione sia per i contenuti dell’accordo, che per le qualità organizzative e di interlocuzione dell’ADOC”.

In questa logica l’accordo mira altresì a porre le basi per la futura realizzazione di istituti di garanzia a tutela dei consumatori di ADOC, quali ad esempio camere e processi di conciliazione per la risoluzione alternativa di possibili controversie tra le parti e strumenti idonei di assicurazione per i rischi professionali degli iscritti alle organizzazioni confederate in Confassociazioni.

“Si tratta di un’intesa fondamentale perché interviene rafforzando la nostra vigilanza e la collaborazione su un intero settore di lavoro che conta oltre 3.000.000 di professionisti “senza ordini e Albi” – ha sottolineato Lamberto Santini, Presidente ADOC –  Un segmento di importanza strategica per il mercato del lavoro e per lo sviluppo ottimale e innovativo del sistema dei servizi professionali, che deve trovare nella soddisfazione dei cittadini il suo naturale punto focale e la sua ragione di espansione condivisa tra organizzazioni professionali e consumatori ”.

Un commento a “Professioni non organizzate, Protocollo Adoc-Confassociazioni”

  1. Massimiliano Giusti ha detto:

    Il problema è grande. Sono un professionista per il quale non esiste albo o camera di commercio: il fonico, o tecnico del suono, o gestore di uno studio di registrazione. Il problema consiste nel fatto che per arrivare ad esercitare bene questa professione occorre molto studio, preparazione, ed occorrono investimenti ingenti in attrezzature ed ambienti, ma purtroppo chiunque, per passione, può a prezzi stracciati effettuare registrazioni e riprese in contesti pubblici offrendo prodotti scadenti e comunque togliendo lavoro a chi lo fa di professione; quando si parla di abuso della professione medica significhiamo che esista una normativa per esercitarla, rigorosa, a difesa della salute. Questo è vero, ma parallelamente la stessa normativa difende la categoria dei medici, che non rischiano che qualcuno appaia e possa, casomai bravo, togliere loro il lavoro. Tutte le categorie dovrebbero essere tutelate, ad esempio con una legge che vieti a chi non sia abilitato di effettuare registrazioni audiovisive in luoghi pubblici, come spesso pretendono gli artisti che devono tutelare contratti discografici. La stessa legge inoltre dovrebbe imporre a tutti gli enti organizzatori di effettuare documentazione audiovisiva delle proprie attività e quindi la soluzione sarebbe quella di rivolgersi allo studio qualificato. Sarebbero per gli enti costi in più? Apparentemente, perché i costi per la cultura sono molto alti in quanto troppo viene dato ad alcune figure, come direttori di orchestra, solisti, ecc ed invece sarebbe il momento, vista soprattutto la crisi, di ridistribuire le risorse un po’ meglio