Radiotaxi Napoli, Agcm: presunta intesa restrittiva. UNC: si faccia chiarezza

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato, a seguito delle segnalazioni ricevute dalle società DigiTaxi S.rl. e Mytaxi Italia S.r.l, un procedimento istruttorio per possibile intesa restrittiva della concorrenza (in violazione degli articoli 101 TFUE e 2 della legge 287/90), nei confronti delle quattro imprese di gestione del servizio radiotaxi a Napoli, ossia Consortaxi, Taxi Napoli S.r.l., Radio Taxi Partenope S.c. a r.l. e Desa Radiotaxi S.r.l. semplificata (nota sul mercato come “La570”), cui aderiscono oltre l’80% dei tassisti attivi a Napoli.

taxiIn particolare, il procedimento riguarda un presunto accordo anticoncorrenziale tra i quattro gestori di radiotaxi napoletani, teso a ostacolare l’ingresso di piattaforme concorrenti – come DigiTaxi e Mytaxi – nel mercato della fornitura di servizi di raccolta e smistamento della domanda del servizio taxi nel Comune di Napoli.

Nello specifico, i quattro operatori di radiotaxi avrebbero definito e formalizzato una strategia comune consistente nel vietare ai tassisti aderenti di utilizzare applicazioni diverse da quella adottata dal radiotaxi di appartenenza. Conseguentemente, le imprese avrebbero comunicato ai tassisti l’impossibilità di utilizzare congiuntamente i servizi del radiotaxi e quelli di altre piattaforme innovative, imponendo loro di rinunciare ad usare queste ultime, pena la disdetta del contratto di servizio.

L’intesa ipotizzata appare finalizzata al mantenimento della posizione detenuta da ciascuna impresa sul mercato e alla creazione di un fronte comune per impedire l’entrata sul mercato dei concorrenti che operano secondo un modello di piattaforma “aperta”.

Poiché i comportamenti dei quattro gestori di radiotaxi napoletani appaiono idonei a determinare il rischio di un danno grave ed irreparabile della concorrenza, l’Autorità ha contestualmente avviato un procedimento cautelare per valutare la sussistenza dei presupposti per l’adozione di una misura provvisoria, volta a impedire che proseguano le condotte attribuibili alle suddette imprese.

“Bene l’apertura di un’istruttoria. Si faccia luce e chiarezza“, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Si spera non succeda poi come per le clausole di esclusiva tra operatori di radiotaxi di Roma e Milano, per le quali il Tar ha poi sospeso l’esecuzione dei provvedimenti Antitrust, in attesa del giudizio di merito”, prosegue Dona.

“Se, infatti, si impedisce ai tassisti aderenti la possibilità di utilizzare applicazioni diverse, si limita la mobilità dei fattori e si danneggiano, in primo luogo, proprio i tassisti che, diversamente, avrebbero più corse”.

“Il problema è che servirebbe una seria riforma del settore, ben diversa da quella ora in discussione”, conclude Dona.

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