Rolling Stones a Roma, il concerto che divide. No anche dell’Adoc

E’ a tutti gli effetti il concerto della discordia. Stiamo parlando dell’esibizione dei Rolling Stones prevista per il prossimo 22 giugno al Circo Massimo di Roma. Unica data europea del gruppo britannico, il concerto sta dividendo le Istituzioni e l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari. Tra i primi il sindaco Ignazio Marino che respinge al mittente le critiche di chi come Mariarosa Barbera, soprintendente dei Beni archeologici, è convinta che il Circo Massimo vada “maneggiato” con cura e che un palco di 40 metri, quattro torri alte 16, oltre 37 gazebi e 65mila spettatori, sono “un ingombro non sostenibile per un’area di particolare pregio e delicatezza e che i rischi per la conservazione del patrimonio archeologico sono elevati e anche difficilmente prevedibili”.  

“La decisione definitiva spetta alla soprintendenza per i beni ambientali e architettonici del Lazio che riassume in sé i pareri della soprintendenza archeologica e quella comunale, e il suo parere è stato positivo” ha fatto sapere il Sindaco.

Tra i contrari anche il presidente dell’Adoc, Lamberto Santini: “Il rischio di danni alla zona e di ripercussioni gravi per la città è reale, come sottolineato dalla Soprintendenza. Occorre contemperare queste due necessità, serve maggiore collaborazione tra Comune e Soprintendenza. In questo senso crediamo che serva stilare un pacchetto di regole guida per l’organizzazione di eventi così grandi nelle zone d’interesse storico della Capitale, che miri a valorizzare l’uso delle stesse, impedendo che ne venga fatto un abuso. In modo che tutti ne beneficino”.

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