Bullismo, Ministro Giannini: 2 milioni di euro per il Safer Internet Centre

“Non più bulli e cyberbulli”: è il titolo di un incontro sul tema del bullismo organizzato oggi dalla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, in collaborazione con il Miur. Il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha presentato le “Nuove Linee di orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e cyberbullismo” e lanciato la seconda fase del Safer Internet Centre per l’Italia: a disposizione 2 milioni di euro per i progetti contro il bullismo.

Il Ministro Giannini si è soffermata su tre parole chiave nella lotta contro bullismo e cyberbullismo: consapevolezza, dialogo, responsabilità. La prima riguarda soprattutto i ragazzi, mentre la seconda riguarda gli educatori, genitori, famiglie. E poi c’è la terza: “responsabilità è la parola chiave della politica: ha il dovere di indicare delle soluzioni”.

Giannini, parlando della riorganizzazione della governance, che dia maggiore potere agli osservatori scolastici regionali, fa riferimento anche alla creazione di insegnanti referenti per questa tematica nei centri territoriali per le reti di scuole. “Non vogliamo più lasciare solo nessuno”. Insieme con il Safer Internet Center ha dichiarato il Ministro – verrà costruito un tavolo di lavoro, l’Advisory Board, in una prospettiva di collaborazione tra diverse forze.

“Non vogliamo frenare l’accesso all’alta velocità internet, ma rendere i ragazzi buoni piloti sul web”. La cornice politica-culturale in cui si inserisce questa iniziativa è il ddl in parlamento, La Buona Scuola: “Ci saranno 2milioni di euro sia per i progetti del SIC, ma anche per gli altri progetti” ha annunciato il ministro Giannini.

Il Safer Internet Centre per l’Italia, coordinato dal MIUR nell’ambito del programma della Commissione Europea “Better and Safer Internet for Kids” è realizzato in collaborazione con Polizia di Stato, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Save the Children, Telefono Azzurro, Edi onlus, Movimento Difesa del Cittadino, Skuola.net, con il supporto di un Advisory Board allargato alla partecipazione delle Autorità Garanti per la Protezione dei Dati Personali e per la Comunicazione, dei Social Network e delle principali aziende di ICT e Telefonia Mobile.

Daniele Grassucci, fondatore di Skuola.net e portavoce del Safer Internet Center, ha affermato: “La rete non è solo un luogo dove avvengono fatti nefasti, ma anche un luogo di formazione e crescita. Dietro l’attività del Safer Internet Center ci sono persone che hanno preso questo impegno”.

Presentano il disegno di legge “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del Cyberbullismo”, Elena Ferrara, della Commissione straordinaria diritti umani ha affermato: “E’ una proposta normativa non punitiva ma che tutela i minori, e non criminalizza il web ma si dirige verso un’educazione alla cittadinanza e alla rete. Il ddl si propone di definire il fenonemo del cyber bullismo”.

Come hanno testimoniato i recenti dati di una ricerca di Skuola.net per la campagna educativa itinerante “Una vita da social” della Polizia Postale e delle Comunicazioni, il bullismo continua a fare le sue vittime tra i ragazzi: ben 1 su 3 ha infatti subito atti di violenza fisica o psicologica. Nei primi anni del liceo, i più difficili, che è più facile cadere vittima dei bulli: tra i 14 ed i 17 anni i “bullizzati” sono addirittura quasi 2 su 5. Se fino a ieri erano soprattutto i maschi a commettere atti di bullismo, oggi cresce il fenomeno tra le ragazze: 1 vittima su 3 dice di essere stato preso di mira da femmine.

E’ soprattutto nelle scuole quindi che si combatte il bullismo e il cyberbullismo: al Senato hanno preso parola gli studenti protagonisti dei progetti di educazione e di approfondimento a scuola sulle tematiche del bullismo e cyberbullismo.

Un esempio è il videogioco creato dall’istituto Nitti di Napoli all’interno del progetto T.A.B.B.Y: si tratta di un vero è proprio gioco di ruolo in cui i giocatori devono interagire tra loro evitando i comportamenti da bulli. Un altro progetto che si sta affermando è quello della Peer Education: gli stessi ragazzi delle scuole educano su temi sensibili i coetanei, attraverso iniziative e dialogo in classe. Lo hanno presentato i ragazzi degli istituti Fermi-GADDA di Napoli e “Galvani-Lodi”di Reggio Emilia. La scuola che frequentava Carolina, la ragazza che si è uccisa in seguito ad alcuni episodi di cyberbullismo, sta invece portando avanti il progetto “Fragile – Maneggiare con cura” sul tema, per evitare che casi tragici come quello accaduto alla ragazza non si verifichino ancora. Si tratta del I.C. “E.S. Verjus” di Oleggio (No).

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