Scuola, CittadinanzAttiva: le buone pratiche viste dai ragazzi

Sicurezza a scuola (e non solo), educazione al benessere ed educazione alla cittadinanza attiva e al volontariato. Tre tematiche principali e 114 progetti carichi di idee innovative e pragmatiche realizzate da bambini e ragazzi su tutto il territorio nazionale. Questo il materiale con cui si è dovuta confrontare la giuria di esperti di CittadinanzAttiva, onlus impegnata in Italia e in Europa per la promozione e la tutela dei diritti del cittadino e del consumatore. I premi, dedicati alla memoria di Vito Scafidi, giovane vittima del crollo del soffitto del liceo scientifico Darwin di Rivoli (Torino), sono stati attribuiti questa mattina nel corso di una cerimonia ufficiale alla presenza di istituzioni e rappresentanti del governo direttamente ai protagonisti. “Un premio alla memoria che spinge all’impegno”, precisa Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della sezione scuola di CittadinanzAttiva. “È utile mettere in evidenza alcune caratteristiche che si sono rilevate in quasi tutti i progetti presentati”, spiega la Bizzarri, “i tratti comuni, infatti, fanno emergere alcune tendenze che attraversano il Paese e testimoniano i suoi bisogni”.

C’è bisogno di fare “rete” tra le scuole, tanto per cominciare, per condividere esperienze e anche risorse e c’è bisogno di pensare ed agire in un’ottica che pur avendo a che fare con contesti locali si apra al mondo globale. Ma soprattutto torna la centralità dei ragazzi in ogni iniziativa e la volontà dei genitori di sporcarsi le mani ed essere realmente attivi per il bene dei propri figli. Il confronto con le istituzioni ruota attorno a quattro parole chiave: certezza, trasparenza, pratica e civiltà.

Nello specifico, si chiede al Governo una reale attuazione del programma previsto per gli interventi di ristrutturazione ordinaria e straordinaria per i 10.000 istituti che ne hanno fanno richiesta. Si chiede quindi che sia resa pubblica l’anagrafe nazionale e regionale dell’edilizia scolastica affinchè si possano effettuare controlli sugli appalti e sopralluoghi tecnici costanti. Dal lato del vivere bene a scuola poi, si avverte il bisogno di avere spazi adatti al movimento (in attesa che vi sia una palestra per ogni scuola), servizi mensa con cibi sani e di qualità, abbattimento di tutte le barriere architettoniche per l’inclusione degli studenti con disabilità, accesso e utilizzo delle tecnologie digitali. A questo si aggiunge il desiderio di trovare finalmente un posto all’educazione civica nei programmi curricolari. “più che un restauro delle semplici strutture”, dice l’Onorevole Manuela Ghizzoni (VII Commissione cultura, scienza istruzione della Camera dei Deputati) “si tratta di vera e propria Architettura dell’Apprendimento”. Chissà se le speranze, le idee e i progetti per la scuola del “futuro” prenderanno realmente il volo a partire con i fondi del Piano previsto dal Governo Renzi.

Di Elena Leoparco

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