Scuola e crisi, Telefono Azzurro: gli studenti chiedono preparazione al lavoro

Gli studenti chiedono preparazione per l’ingresso nel mondo del lavoro. I genitori sottolineano invece il ruolo dell’educazione, della trasmissione di valori comuni e la formazione di un bagaglio culturale. È la scuola in tempo di crisi vista da studenti e genitori, che puntano l’attenzione su due aspetti diversi: i primi chiedono una concreta preparazione al mondo del lavoro, “una scuola più moderna orientata all’informatica, alle nuove tecnologie, alle lingue straniere e, infine, alle attività pratiche”, mentre i genitori puntano l’attenzione su un’alleanza educativa costruita sulla trasmissione di valori comuni, che possano favorire la crescita personale di ogni studente e siano in grado di mettere in guardia i più giovani suipericoli quali il fumo, l’alcool e le droghe. È la scuola in tempo di crisi fotografata dall’Indagine conoscitiva sulla condizione dell’Infanzia e Adolescenza in Italia, realizzata da Eurispes e Telefono Azzurro.

Sono due prospettive diverse, quelle delle aspettative di studenti e genitori. “Alla scuola gli studenti chiedono soprattutto professionalizzazione nell’ottica di un futuro ingresso nel mondo del lavoro. Otto ragazzi su dieci vorrebbero poi si prestasse più attenzione alle loro proposte e iniziative – evidenzia la ricerca – I genitori, invece, si aspettano che la scuola sia un luogo nel quale i propri figli possano accrescere il loro bagaglio culturale, con l’obiettivo principale della trasmissione dei valori. Prevenzione rispetto a fenomeni quali il bullismo, l’alcol e l’uso di droghe, insieme a un maggiore ascolto all’interno della scuola, sono gli aspetti che interessano maggiormente gli adulti”.

Il 32,5% degli studenti ritiene che la scuola debba fondamentalmente preparare all’ingresso nel mondo del lavoro, con un dato maggiore (arriva al 36,7%) fra i giovani dai 16 ai 18 anni; seguono l’indicazione di una seria crescita personale e un solido incremento della cultura, che vengono indicate rispettivamente dal 27,8% e dal 26,6% degli studenti. Trasmissione di valori e sviluppo del senso critico sono decisamente meno importanti per i ragazzi (sono indicati rispettivamente solo dal 5,9% e dal 3,1%) mentre un orientamento contrario si riscontra fra i genitori, fra i quali aumenta la domanda di cultura e valori.

I genitori, infatti, considerano fra gli obiettivi principali della formazione scolastica quello di accrescere il bagaglio culturale personale dei propri figli (28,9%), e quello di contribuire più in generale alla loro crescita personale (28,8%), mentre solo il 17,9% ritiene che la scuola debba concentrarsi prevalentemente sulla preparazione al mondo del lavoro.

Da entrambe le parti, in ogni caso, arriva una forte domanda di modernizzazione della scuola:  gli studenti chiedono più tempo per le attività pratiche e per internet, più lingue straniere nell’offerta didattica e più sport. Nel dettaglio, il 16,1% degli studenti chiede alla scuola più spazio per le materie sportive (con una forte polarizzazione tra i maschi con il 27,7%, a fronte del 9,4% registrato tra le ragazze), il 15,6% degli intervistati vorrebbe dedicare più tempo alle attività pratiche, mentre le nuove tecnologie e Internet stanno a cuore al 13% del campione. Inoltre, continua l’interesse per le lingue straniere che conquistano il 12,5% dei ragazzi, interesse avvertito più dalle ragazze, con il 15,2% del campione, a fronte dell’8,1% registrato tra i ragazzi. Valori significativamente più bassi registrano i temi sociali legati alla prevenzione – come alcool, fumo, droghe e bullismo – e l’educazione sessuale, che interessano solo il 4,7% ed il 4,4% degli studenti.

Qual è infine la scuola ideale? È più attenta all’ascolto – si esprime così quasi l’85% dei ragazzi, che dichiara di volere una scuola più incline ad accettare le loro proposte e le loro iniziative, con un  66% che vedrebbe bene gli stessi studenti in cattedra per alcune materie – è accogliente ma allo stesso tempo severa con i ragazzi violenti. La scuola ideale, infine, è impegnata nella lotta alle discriminazioni per il 58,8% degli intervistati.

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