Scuola, Federconsumatori: iscrizione online penalizza i figli di immigrati irregolari

Non si fermano i problemi legati all’iscrizione online a scuola. Oltre ai disservizi informatici, c’è anche un gap: non si possono iscrivere i figli degli immigrati irregolari. “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita”. Federconsumatori ricorda quanto disposto dall’articolo 34 della Costituzione italiana per denunciare che la procedura di iscrizione online a scuola messa a punto dal Ministero dell’Istruzione impedisce l’iscrizione ai figli degli immigrati irregolari. La nuova procedura online introdotta dal MIUR per l’iscrizione alla scuola dell’obbligo, denuncia Federconsumatori, richiede come campo obbligatorio il codice fiscale, di cui gli immigrati irregolari non dispongono.

Federconsumatori si dichiara pronta ad intervenire per eliminare la discriminazione nei confronti dei figli degli immigrati irregolari, ai quali, di fatto, in questo modo viene negato il diritto allo studio. “La nostra Associazione – si legge in una nota – provvederà ad inviare opportuna diffida al MIUR, al fine di chiedere l’immediata modifica della procedura che impedisce il diritto allo studio garantito dalla Costituzione Italiana e allo stesso Testo Unico dell’Immigrazione (art. 38). Qualora il MIUR non disponga tale modifica in autotutela si provvederà ad instaurare un giudizio al TAR al fine di far condannare la Pubblica Amministrazione inadempiente”.

Dal Ministero dell’Istruzione fanno sapere invece che non ci sono problemi e che le iscrizioni, in questo caso, vanno perfezionate di persona. “Come è noto l’iscrizione deve essere garantita a tutti gli studenti in diritto dovere di istruzione, seppur privi, all’atto dell’iscrizione, del permesso di soggiorno e quindi del codice fiscale – afferma il Miur – I genitori di questi studenti devono recarsi presso le segreterie delle scuole che provvederanno ad acquisire le domande di iscrizione”.

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