Sisma in Emilia, CdM: aumento di 2 centesimi per i carburanti

Aumento di 2 centesimi dell’accisa sui carburanti, estensione dello stato di emergenza alle province di Reggio Emilia e Rovigo, rinvio dei versamenti fiscali a settembre, proroga del pagamento delle rate del mutuo: sono le misure decise dal Consiglio dei Ministri di questa mattina per fronteggiare i danni del terremoto e trovare la copertura agli interventi previsti. Come ventilato già ieri, a copertura degli interventi “è stato deciso l’aumento di 2 centesimi dell’accisa sui carburanti per autotrasporto così come l’utilizzo di fondi resi disponibili dalla spending review”.

Il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera si è però rivolto anche agli industriali e ha chiesto all’Unione Petrolifera “di valutare l’opportunità di ridurre il prezzo industriale dei carburanti  (al netto delle imposte) per contribuire a farsi carico dell’aumento dell’accisa deciso dal Governo per finanziare l’emergenza terremoto in Emilia-Romagna”, si legge in una nota. “Siamo certi che, in questo momento di emergenza per tanti cittadini e imprese – ha dichiarato Passera  – anche le aziende petrolifere, che rappresentano uno dei comparti industriali più importanti a livello nazionale, vorranno fare la loro parte”.

Il Consiglio dei Ministri ha dunque approvato l’estensione dello stato di emergenza alle Province di Reggio Emilia e Rovigo. È stato approvato un decreto ministeriale di rinvio dei versamenti fiscali e contributi a settembre e l’applicazione di un decreto legge che prevede, informa Palazzo Chigi, “la concessione di contributi a fondo perduto per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni danneggiate dal sisma, per la ricostruzione e la messa in funzione dei servizi pubblici (in particolare le scuole), per gli indennizzi alle imprese e per gli interventi su beni artistici e culturali” e “l’individuazione di misure per la ripresa dell’attività economica. In particolare sono previsti un credito agevolato su fondo di rotazione CDP e sul fondo di garanzia MedioCredito Centrale”.

Si prevede inoltre la delocalizzazione facilitata delle imprese produttive, la proroga del pagamento delle rate del mutuo e la sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti tributari e previdenziali, degli sfratti, nonché la deroga del Patto di stabilità, entro un limite definito per i Comuni, delle spese per la ricostruzione. Come informa Palazzo Chigi, “a copertura di questi interventi è stato deciso l’aumento di 2 centesimi dell’accisa sui carburanti per autotrasporto così come l’utilizzo di fondi resi disponibili dalla spending review”.

Il 4 giugno sarà lutto nazionale. “Durante la giornata di lutto le bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici di tutta Italia saranno esposte a mezz’asta – spiega la nota ufficiale del CdM – Si osserverà un minuto di raccoglimento nelle scuole di ogni ordine e grado. Sono inoltre auspicate iniziative autonome da parte delle associazioni di categoria del commercio per la chiusura degli esercizi durante le esequie degli scomparsi e la modifica dei programmi televisivi nella giornata delle esequie”.

Il Comitato operativo della Protezione civile ha inoltre attivato un nuovo Centro Coordinamento Soccorsi a Bologna e, informa il Governo, “le strutture di accoglienza già attive sul territorio sono state potenziate ciascuna del 20% per un totale di ulteriori 1250 posti letto. L’eventuale restante fabbisogno assistenziale sarà soddisfatto con il ricorso alle strutture alberghiere presenti nel territorio regionale”.

Le reazioni. La decisione di aumentare l’accisa sui carburanti ha scatenato una marea di risposte critiche.

Federconsumatori e Adusbef rispondono a stretto giro dall’annuncio del Governo e si dichiarano contrari all’aumento, in quanto agente moltiplicatore di tutti i prezzi. Affermano le due associazioni: “Ribadiamo la nostra assoluta contrarietà al provvedimento annunciato dal Consiglio dei Ministri, che ha disposto l’innalzamento dell’accisa sulla benzina di 2 centesimi al litro. Un intervento che, purtroppo, alla luce della recente riforma della Protezione Civile ci aspettavamo, ma che speravamo il Governo fosse abbastanza saggio e responsabile da non attuare”. Per Federconsumatori e Adusbef, “è doveroso stanziare tutte le risorse necessarie per la ricostruzione e la ripresa in Emilia, ma non a costo di dare il colpo di grazia all’intera economia nazionale. L’innalzamento del prezzo della benzina, che già costa agli automobilisti ben 516 euro annui in più rispetto al 2011, agisce da potente moltiplicatore anche su tutti i prezzi di beni e servizi, a partire dai generi alimentari e dai beni di largo consumo che sono trasportati per oltre l’80% su gomma. Questo non potrà che avere effetti disastrosi sull’intera economia nazionale”. Per le due associazioni l’emergenza va affrontata prevedendo fra l’altro una maggiore tassazione sulle transazioni, sulle rendite finanziarie, sui grandi patrimoni.

Durissimo il commento di Federcontribuenti. “Aumento della benzina e sospensione dei tributi e del pagamento delle tasse per soli 3 mesi, questo il governo intende come aiuto da dare ai terremotati dell’Emilia? Nessuna moratoria bancaria, le quali tritureranno i piccoli imprenditori che si son visti crollare aziende e capannoni, nessuna sospensione per Equitalia che avrà il potere di radere al suolo quello che il sisma ha salvato – afferma la sigla in una nota stampa – A questo punto pretendiamo venga detto agli italiani, ma ancor più agli emiliani, che fine hanno fatto i soldi da loro versati con sacrificio e che dovrebbero servire per coprire questo tipo di tragedie. Parliamo delle accise sui carburanti, dell’aumento delle detrazioni in busta paga e di tutto il resto. Inoltre il Presidente Napolitano ha il dovere morale di sospendere la parata del 2 giugno e il dovere politico di indirizzare i fondi per la parata per aiutare gli emiliani, magari, dandoli ai sindaci dei comuni coinvolti nel sisma”.

Il Codacons parla di provvedimento “inopportuno”. La decisione del CdM – afferma l’associazione – determinerà una maggiore spesa, solo per i costi diretti di rifornimento, pari a 29 euro annui ad automobilista. “Lo Stato deve aiutare i cittadini colpiti dal sisma, ma in un momento di crisi come quello attuale, in cui i prezzi dei carburanti sono alle stelle, un aumento delle accise appare quanto mai inopportuno, controproducente, e dannoso per gli italiani e per l’economia nazionale”, afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi.

L’Aduc a sua volta ricorda la storia di tutte le accise introdotte e mai tolte. “Una decisione, quella sull’accisa dei carburanti, che lascia attoniti – afferma l’associazione – Come se niente fosse successo in questi anni con l’introduzione delle cosiddette tasse di scopo. Alla memoria sovvengono quella per la guerra di Abissinia e per Suez, Vajont, Belice, Friuli, Irpinia, Libano, ecc., che hanno aumentato l’accisa sulla benzina: al termine della guerra o dell’evento calamitoso sono sempre state inglobate nella fiscalità generale. Se il Governo lo ha fatto perché gli sembra il metodo più semplice per venire incontro alle spese che dovrà sostenere per la ricostruzione delle zone terremotate, pur se il fine è nobile (come era altrettanto nobile anche in passato), sicuramente è pessimo. Probabilmente il Governo lo ha fatto perché pochi oseranno, nell’attuale drammatico contesto in cui si contano ancora i morti emiliani, contestarlo in merito”.

Anche la Faib, l’organizzazione dei benzinai di Confesercenti, non è convinta del provvedimento. Sostiene il presidente Martino Landi: “Quello che ci lascia perplessi è il fatto che ancora una volta, come accade in ogni situazione d’emergenza, si sia fatto ricorso ad aumenti a carico del prezzo dei carburanti che già sopportano il livello di tassazione più alto d’Europa. In un momento così critico per l’economia nazionale, il rischio è che l’ulteriore rincaro del prezzo della benzina peggiori lo stato di sofferenza del sistema produttivo e dei consumi interni. Il Governo dovrebbe cominciare ad orientarsi su ipotesi di intervento alternative agli incrementi del prezzo dei carburanti”.

Per Rete Imprese Italia, servono “interventi, a favore delle famiglie e delle imprese colpite dal sisma, rapidi, semplici ed efficaci, non solo per affrontare l’emergenza, ma anche per porre le basi per la ripresa economica ed il ritorno alla normalità. In questo senso i primi interventi annunciati dal Governo sono un passo importante, al quale deve però seguire un’attuazione il più possibile tempestiva”. Per Rete Imprese, le proroghe fiscali e contributive sono importanti ma va considerata la possibilità di estenderle oltre settembre; occorre un patto con le banche sul credito; ci sono invece dubbi sull’intervento legato alle accise. “Meglio sarebbe stato individuare altre fonti, come una più decisa azione sul piano dei risparmi della spesa pubblica”, afferma la sigla.

 

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