Telefono Azzurro, diritti dei bambini al centro della Giornata mondiale infanzia

Raffaele, 8 anni, professione: bambino. “Ma se ho il diritto di parlare devo avere anche il diritto di essere ascoltato!”. Poi è la volta di Antonio, stessa età: “Tutti devono avere il diritto di andare a scuola ma spesso non ci vanno perché sono obbligati a fare altro”. E poi c’è Elisabetta che dice: “Il diritto dei bambini è quello di essere aiutati se stanno male fisicamente o se sono “tristi”. Quest’anno la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia punta tutto sulla voce dei più piccoli.

Telefono Azzurro, Associazione che da più di 20 anni è al servizio dei minori in difficoltà e ha un occhio sempre puntato sulla tutela degli interessi dei più piccoli, ha promosso un’iniziativa che, attraverso i canali di Facebook e Twitter, ha raccolto l’opinione di migliaia di bambini e ragazzi su ciò che vuol dire per loro “Diritto dell’infanzia e dell’adolescenza”. Dopo alcuni giorni di raccolta di messaggi e post, oggi, con un evento istituzionale durante il quale sono stati proprio i bambini e i ragazzi a porre domande alle personalità del mondo politico, della cultura e dello spettacolo, si è discusso su ciò viene percepito come “importante”.

L’elenco si è rivelato piuttosto lungo e va dal diritto di esprimersi, a quello di ricevere cure e istruzioni adeguate, di avere una famiglia serena, di poter progettare il proprio futuro, di manifestare il proprio talento. La giornata di oggi ha anche messo quindi i “grandi” delle istituzioni e della società civile di fronte ai perché dei più piccoli.

Perché, chiedono in molti, se ci sono da anni documenti importanti che stabiliscono quali sono i diritti dei più piccoli, questi non vengono rispettati? Le segnalazioni che ogni anno arrivano a Telefono Azzurro viaggiano su cifre considerevoli: 19.099 contatti (52 al giorno, in media) e 5.214 interventi messi in atto per aiutare bambini e adolescenti in difficoltà o pericolo.

Dati i numeri, “è evidente che nel nostro Paese la maggior parte delle politiche per la tutela dei minori sono state un mezzo fallimento”, afferma Ernesto Caffo, presidente e fondatore di Telefono Azzurro “i diritti dei bambini e degli adolescenti non sono ancora pienamente rispettati e le (poche) leggi non vengono quasi mai attuate. È indispensabile quindi individuare risposte efficaci sui diversi aspetti che caratterizzano queste problematiche. Prevenzione, sicurezza, giustizia, cura: sono queste le parole d’ordine su cui agire. L’attenzione deve essere massima specie in un mondo come quello attuale in cui i pericoli si moltiplicano e si espandono con il supporto della “Rete” e le violenze, i soprusi, i maltrattamenti e lo sfruttamento assumono forme fino ad ora sconosciute. A questo si aggiungono i problemi imposti da una società sempre più multietnica e nella maggior parte dei casi totalmente impreparata a gestire minori che non godono neppure dei diritti umani fondamentali.

di Elena Leoparco

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