Terra Futura chiude i battenti: 80 mila visitatori e un appello al Governo

Terra Futura, la mostra convegno delle buone pratiche di sostenibilità, si è conclusa oggi a Firenze ospitando, nei tre giorni, oltre 80 mila visitatori. Il messaggio che giunge è chiaro ed inequivocabile: esiste un panorama ampio e diversificato di buone pratiche che, facendo economia reale, mette al centro le persone e la loro dignità, ridà valore al lavoro, rispetta l’ambiente e tratta le risorse naturali come bene comune da salvaguardare, dice con il proprio impegno quotidiano il suo forte “no” alle mafie, allo strapotere della finanza speculativa,… Ma non solo. C’è un modello nuovo complessivo a cui guardare e in via di costruzione: un nuovo modo di pensare e di fare economia, di produrre e di consumare, di gestire il territorio, di governare, di tessere le relazioni sociali, di vivere la propria quotidianità di cittadini compiendo scelte di responsabilità ed esercitando il diritto alla partecipazione e la democrazia…Un chiaro invito al Governo: la spesa sociale non è uno spreco, ma un investimento nel capitale umano del Paese e un contributo fondamentale per la crescita. Proprio per chiedere sviluppo e il rilancio delle politiche sociali nel segno dell’equità la rete “Cresce il welfare, cresce l’Italia” ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Mario Monti: “Gli effetti dei tagli – si legge nel messaggio – sono disastrosi, e si stanno ripercuotendo drammaticamente sulle famiglie e sulle condizioni di lavoro di migliaia di persone che ogni giorno costruiscono il welfare del nostro Paese”.

Le richieste sono concrete: innanzitutto il varo di una legge per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali, principio previsto dalla nostra Costituzione e ribadito anche dalla più recente legge 42/2009 sul federalismo fiscale; e poi il rifinanziamento per almeno un miliardo di euro del Fondo nazionale delle politiche sociali , unico strumento di sostegno ai diritti soggettivi e alle politiche sociali nelle Regioni e nei Comuni. Prioritario, per la rete, intervenire a favore dei più deboli, con un piano nazionale per la non autosufficienza, misure di sostegno al reddito delle persone e delle famiglie e l’implementazione dei servizi per l’infanzia.

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