Vendita spiagge, polemica su proposta di modifica a Legge Stabilità

Ha sollevato più di una polemica la proposta di inserire nella Legge di Stabilità la vendita delle spiagge: secondo il Pdl, che ha annunciato la presentazione di circa 500-600 emendamenti alla legge, dalla ”sdemanializzazione” degli stabilimenti turistici, con una vendita delle infrastrutture cedibili ed un allungamento delle concessioni sulle spiagge vere e proprie, dovrebbero derivare 7-8 miliardi di euro. Immediate le critiche da parte delle Associazioni dei consumatori e ambientaliste.

“Ogni qualvolta in una situazione di grave crisi economica si cercano risorse per effettuare manovre economiche c’è sempre il buontempone di turno che presenta proposte per la vendita delle spiagge italiane, che appartengono al demanio pubblico e cioè a tutti i cittadini della repubblica – commentano Federconsumatori e Adusbef – Ancora una volta quindi siamo di fronte a proposte indecenti che vanno rigettate poiché del tutto irricevibili in un paese normale. Provocatoriamente potremmo solo acconsentire ad una tale idea se tutti i parlamentari prima di effettuare una tale operazione donassero ad un Fondo per l’indigenza tutti i loro beni , dalle case alle auto ed altro ancora”.

“Ci aspettiamo quindi, un sussulto di consapevolezza perché una tale proposta venga immediatamente cestinata – sostengono i due presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – e che comunque sarà avversata in tutte le modalità anche attraverso la messa in campo di vertenze giuridiche e legali da parte delle nostre strutture”.

“Il demanio non può essere svenduto – precisa Sebastiano Venneri, responsabile Mare di Legambiente – Ci aveva già provato l’ex ministro Tremonti con la vendita del ‘diritto di superficie’ per 90 anni, ora ci riprova il Pdl con l’emendamento alla legge di Stabilità. Chiediamo ai ministri Orlando e Bray di intervenire rapidamente per sventare questa assurda prospettiva che rischia di danneggiare irrimediabilmente il patrimonio paesaggistico e ambientale del Belpaese”. ”La vera ricchezza dell’Italia – ha aggiunto Venneri – consiste nell’unicità del suo paesaggio, che deve rimanere inalienabile. Le nostre montagne, le spiagge, i laghi, le aree di pregio e i panorami, devono rimanere a disposizione di tutti, anche delle generazioni future. Vendere il demanio è una soluzione becera ai problemi posti dalla direttiva Bolkenstein e da una pluriennale gestione sconsiderata del problema delle concessioni. Si ritiri l’emendamento e si trovino soluzioni legittime e rispettose di ambiente e beni comuni alla gestione delle spiagge”.

Il Movimento Consumatori ribadisce che le spiagge devono rimanere patrimonio comune. “L’idea di vendere le spiagge ai concessionari, oggetto di accese polemiche ogni qualvolta viene proposta – afferma Roberto Barbieri, responsabile del settore Turismo di Movimento Consumatori – non solo va nella direzione esattamente opposta agli impegni europei in materia di concorrenza, ma si scontra anche con un principio costituzionale volto alla tutela e salvaguardia del patrimonio paesaggistico nazionale. E’ inoltre evidente che, in questo come in altri casi, i termini privatizzazione e liberalizzazione, spesso usati quasi come sinonimi, stiano invece ad indicare scelte opposte”.
Movimento Consumatori è favorevole alla liberalizzazione delle concessioni demaniali, e proprio per questo fermamente contrario alla privatizzazione del demanio costiero. 

Le spiagge, sottolinea l’associazione, devono rimanere patrimonio comune, e quindi di proprietà pubblica.

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