Vent’anni di mercato unico europeo. Opportunità di crescita per bambini e giovani

“Il bambino è il cittadino europeo del futuro”. Alessandro Giordani, membro della Commissione Europea, ha aperto così i lavori dell’incontro che si è tenuto questa mattina a Roma nell’ambito delle iniziative per la settimana del Mercato Unico Europeo, che quest’anno festeggia il suo ventennale. Nello specifico, la mattinata di oggi è stata dedicata ai bambini e ai giovani, alla loro tutela e protezione nonché alle opportunità di crescita formativa e professionale che il mercato europeo può fornire.

Largo ai giovani, quindi. A loro spetta il compito di trainare l’Europa nel XXI secolo e mantenere le promesse di pace e coesione fatte all’indomani della seconda guerra mondiale. Per fare in modo che possano portare a termine questo compito, occorre garantire loro la possibilità di avere una formazione adeguata e un bagaglio di conoscenze, non solo accademiche. Da qui, il successo che nel corso degli anni hanno avuto progetti come “Erasmus” che, fino ad oggi, ha fatto viaggiare per tutta Europa circa 2 milioni di studenti.

Il nuovo progetto “Erasmus per tutti”, che sarà attivato probabilmente dal 2014, si pone un obiettivo ancora più grande del precedente: favorire la crescita e l’occupazione attraverso l’istruzione e la conoscenza. Sempre nell’ambito dell’acquisizione di competenze utili ad affrontare le sfide del mercato del lavoro, si colloca anche il Servizio Volontario Europeo che promuove la mobilità e l’apprendimento informale. “Si tratta anche in questo caso”, dice Valentina Marcellini, responsabile relazioni e comunicazioni esterne dell’Agenzia Nazionali per i Giovani, “di un esperimento di successo, come dimostra la crescita del 40,5% dei progetti approvati nel 2011 rispetto all’anno precedente”.

Per quanto riguarda invece i bambini, la promozione e la garanzia dei diritti dei minori è uno degli obiettivi che il trattato di Lisbona ribadisce riprendendo quanto già contenuto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. All’articolo 24 di questo documento, infatti, si afferma che i minori sono titolari di diritti indipendenti e autonomi e prevede che negli atti compiuti da autorità pubbliche e istituzioni private l’interesse del minore debba essere considerato preminente. Non sorprende quindi che la Commissione ritenga giunto il momento di accelerare le azioni che traducano gli obiettivi politici in atti concreti. Molte delle aspettative sono riversate sulla strategia Europa 2020. In essa vi è l’idea di un’Europa capace di offrire ai bambini di oggi un’istruzione migliore e un più ampio accesso ai servizi e alle risorse di cui hanno bisogno per crescere.

Nel suo videointervento, l’Onorevole del Parlamento europeo, Roberta Angelilli, spiega che la tutela dei diritti dei minori passa attraverso un lavoro di coordinazione che coinvolge gli Stati membri e la Commissione. Ad esempio, si sta progressivamente cercando di dare uniformità in materia di definizione dei reati sui minori e delle sanzioni penali ad essi connesse. Ma la condizione di benessere dei bambini passa anche e soprattutto dalla famiglia. Le politiche a sostegno dei nuclei familiari sono pertanto fondamentali. Per lungo tempo, in molti Paesi europei, mamme (e in alcuni casi anche papà) sono stati costretti a mettere da parte la carriera lavorativa per seguire da vicino i figli data la scarsa o totale presenza di strutture adeguate e di servizi di sostegno. L’alternativa è stata quella di non mettere al mondo bambini provocando il fenomeno ormai molto diffuso della “crescita zero”.

L’europarlamentare Licia Ronzulli fa notare invece che laddove sono stati messi al centro della decisione politica in tema di mercato del lavoro le donne e i bambini, la crisi che stiamo vivendo viene affrontata in modo decisamente migliore rispetto a quelle realtà in cui la crescita demografica è stata fortemente penalizzata da politiche avverse alla famiglia.

In definitiva, la garanzia e la tutela delle nuove generazioni passa attraverso l’impegno di tutte le parti istituzionali a dar vita ad un mondo che riconosca la dimensione dei minori e dei giovani come contenitore di potenzialità che meritano di essere valorizzate.

 

di Elena Leoparco

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