Verso le elezioni, Asgi: dieci punti per riformare il diritto dell’immigrazione

Serve una profonda riforma della disciplina in materia di immigrazione, asilo e cittadinanza. Perché gli immigrati rappresentano un fenomeno strutturale della società italiana e ne fanno parte a pieno titolo in quanto lavoratori – coprono un decimo dell’occupazione totale – imprenditori (9,1% delle imprese), giovani che studiano nelle scuole italiane, che nascono e crescono in Italia, che contribuiscono alle sviluppo economico, sociale e demografico italiano. In vista delle elezioni si moltiplicano le iniziative tese a portare su temi concreti la campagna elettorale e fra queste c’è l’azione dell’Asgi – Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, che ha pubblicato un manifesto in dieci punti per riformare la legislazione sull’immigrazione.

L’Associazione parte della considerazione che “i cittadini stranieri rappresentano una realtà strutturale della società italiana”, un fenomeno che ha modificato il sistema sociale ed economico ma che non è stato governato, se non come “fenomeno momentaneo da gestire con provvedimenti di tipo episodico o emergenziale o con periodiche ‘sanatorie’ degli ingressi irregolari”. È dunque ora di cambiare e le proposte dell’Asgi vanno in questa direzione, comprendendo interventi per diversificare e semplificare gli ingressi, per rafforzare il diritto al ricongiungimento familiare, per chiudere i Centri di identificazione ed espulsione, per assicurare l’effettivo esercizio del diritto di asilo, il principio di non discriminazione, la tutela delle vittime di tratta, per riformare la legge sulla cittadinanza e il diritto di voto.

Una delle richiesta riguarda la modifica del cosiddetto decreto flussi, “rendendolo – si legge nel manifesto – annualmente obbligatorio, effettivamente corrispondente alle esigenze occupazionali delle singole regioni, basato su differenti criteri di attribuzione delle quote e in grado di assicurare in tempi rapidi l’ingresso del lavoratore straniero (anche grazie all’inserimento di meccanismi di silenzio-assenso)”. Serve inoltre “introdurre un nuovo canale di ingresso, che consenta ai cittadini stranieri di entrare regolarmente in Italia con un visto per ricerca lavoro (di almeno un anno), con un effettivo incentivo al rientro nel Paese di origine in caso di mancato reperimento di occupazione. Semplificare le procedure per il riconoscimento dei titoli di studio e delle qualifiche conseguiti all’estero”.

L’Asgi chiede di rafforzare il diritto al ricongiungimento familiare e di garantire a tutti i minori parità di diritti, a prescindere dalla nazionalità e dalla condizione giuridica dei genitori. Chiede di chiudere i Centri di identificazione ed espulsione (CIE) attualmente esistenti e di “garantire che ogni forma di limitazione della libertà personale sia disposta da un giudice professionale (e non più dai giudici di pace) al pari di quanto previsto per tutti i cittadini italiani e che l’identificazione delle persone socialmente pericolose avvenga durante la detenzione in carcere e non più disponendo un nuovo e ulteriore trattenimento amministrativo”.

Esercizio effettivo del diritto d’asilo, rispetto del principio di non discriminazione, pari accesso a prestazioni sociali e a pubblico impiegato, tutela delle vittime di tratta e di grave sfruttamento e garanzia di processi equi sono gli altri punti del manifesto, che chiede inoltre una riforma della legge sulla cittadinanza e sul diritto di voto. Su quest’ultimo punto, si legge nel documento, la riforma va fatta “riconoscendo a tutti i cittadini stranieri residenti in Italia la possibilità di votare alle elezioni comunali (e delle città metropolitane) e il diritto ad acquisire la cittadinanza italiana in tempi più brevi e con procedure rapide e trasparenti”. Si chiede la valorizzazione del principio dello ius soli (è italiano chi nasce sul territorio italiano) e la garanzia a tutti i minori e in particolare a quelli nati sul territorio italiano di speciali possibilità per un agevole acquisto della cittadinanza italiana.

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