Wi fi libero, una petizione per sostenere la proposta di legge

Una petizione sostenere la proposta di legge presentata alla Camera il 27 ottobre 2014 da oltre 110 parlamentari prevede il Wi-Fi disponibile e libero da password in tutti gli esercizi commerciali italiani (con superficie superiore ai 100mq e almeno due dipendenti), nelle scuole, negli uffici dei Comuni italiani, negli ospedali e strutture sanitarie e su tutti i trasporti pubblici e di linea. L’ha lanciata Raffaele Barberio, direttori di Key4biz attraverso change.org.

“Sostenere il WiFi libero e accessibile in tutta Italia è innanzitutto una questione di civiltà –scrive – Sì, proprio così, di civiltà, perché svilupperà l’uso della rete e ci darà comunicazione, trasparenza, conoscenza, nuova cittadinanza.

Il Wi-Fi – si legge ancora – eliminerà il digital divide, che impedisce a molta gente di accedere ai servizi online. Il Wi-Fi disponibile e senza password ci farà uscire da una condizione di arretratezza commerciale, industriale e sociale che non ha più ragione di esistere e basta poco per porvi rimedio, con benefici per tutti: cittadini, esercenti, consumatori, turisti e determinerà una crescita dell’economia nazionale.

3 Commenti a “Wi fi libero, una petizione per sostenere la proposta di legge”

  1. sergio ha detto:

    il digital divide si risolve CERTAMENTE al meglio sia per l’efficienza, la velocità e il non inquinamento elettromagnetico con la FIBRA OTTICA. PUNTO.
    Per le poche aree montane o impervie, impossibilitate a potersi dotare della fibra c’è l’offerta della banda larga col satellite che costa poco di più di connessioni cablate ma permette di avere in quelle aree valori di campo elettromagnetico molto minori di un wifi in casa, di un wi max o un hyperlan o di una chiavetta.
    Il wi fi è un ferrovecchio ormai dimostrato come pericoloso e intossicante. PUNTO.

  2. Massimiliano ha detto:

    Anch’io non sono d’accordo , soprattutto perché continue ricerche ne danno e sanciscono una pericolosità su una vasto campione di popolazione, non ultima la ricerca del CNR di Bologna che a breve dovrebbe dare i risultati di una ricerca condotta a livello nazionale.
    E’ preferibile preservare la salute della popolazione in attesa di una tecnologia più sicura o di un cablaggio , magari in fibra ottica che possa garantire connessioni sicure e uno sviluppo reale, e non di facciata.

  3. paolo lusuriello ha detto:

    Non sono per niente d’accordo. Esiste una fascia di popolazione, anche bambini, elettrosensibili, cioè che presentano disturbi gravi dovuto ai campi elettromagnetici. E’ documentato da fonti scientifiche anche l’aumento di determinati tumori.