Agcom: 40% delle persone usa Internet per informarsi

Internet è sempre più uno strumento di informazione che compete con i quotidiani tradizionali: in Italia, se la televisione rimane ancora il mezzo “principe”, il 42% delle persone che si interessa di attualità usa il web per informarsi, contro il 45% che ricorre ai quotidiani. Allo stesso tempo, però, Internet è il secondo mezzo di informazione, dopo la tv, per la ricerca di notizie sull’attualità nazionale e internazionale.  È quanto emerge dall’Indagine conoscitiva sul settore dei servizi internet e sulla pubblicità online fatta dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

L’indagine evidenzia che, “sebbene i mezzi tradizionali rivestano ancora un ruolo prioritario per gli individui ai fini informativi (al primo posto, fra i mezzi utilizzati per informarsi attivamente troviamo la televisione che copre l’83% delle persone e al secondo posto i quotidiani prescelti dal 45% degli individui), internet sta assumendo progressivamente maggiore rilievo”. Dopo televisione e quotidiani, Internet si colloca in terza posizione essendo utilizzato dal 42% delle persone che si interessano attivamente ai fatti di attualità, con una distanza di appena 3 punti percentuali rispetto ai quotidiani. A distanza seguono la radio e i periodici. Allo stesso tempo, però, Internet si configura come “una fonte di primaria importanza soprattutto per la ricerca di notizie inerenti l’attualità internazionale e nazionale (essendo diventato il secondo mezzo di informazione dopo la televisione)”: per informarsi sui fatti internazionali, il 72,9% degli italiani usa la televisione, il 34,5% internet e il 25,1% i quotidiani, mentre sui fatti nazionali al primo posto c’è ancora la televisione usata dal 74,4% degli individui, seguita da internet al 32,6% e dai quotidiani al 28,8%.

In Italia Internet riveste inoltre un’importanza per la tutela del pluralismo simile a quanto avviene in paesi come Regno Unito e Stati Uniti, dove però l’uso della Rete è maggiore. Dall’indagine emerge inoltre che una rilevante percentuale di utenti utilizza il search anche per informarsi sull’attualità nazionale e locale( In Italia pari al 12,4% della popolazione e al 21,6%  degli utenti che navigano). Google rappresenta in Italia il sito più utilizzato a questi fini (21,5% degli utenti web) mentre Facebook si colloca al quinto posto.

Come spesso si è sottolineato, il settore online rappresenta un fattore di crescita economica importante. Dal punto di vista economico, nei paesi del G-20 è stato stimato che il valore economico del settore online è stato pari al 4% del PIL, e che nel 2016 supererà ampiamente il 5%. Internet in media contribuisce per oltre il 20% della crescita annua del prodotto interno lordo di un Paese economicamente avanzato. In Italia è stato stimato che il contributo fornito da internet all’economia nel 2016 rappresenterà una quota del Pil superiore al 3%, raggiungendo un valore di almeno 59 miliardi di euro.

Non ci sono però solo gli effetti diretti sul Pil. L’impatto della Rete e dell’online sulla crescita emerge anche dalle ricerche online di prodotti e servizi, dall’e-commerce, dall’uso del web nella pubblica amministrazione. Si legge nell’indagine: “La rivoluzione digitale scaturita dalla diffusione di internet produce, infatti, effetti a livello disaggregato sui principali attori economici (consumatori finali, imprese e pubblica amministrazione). Per i consumatori, che vi accedono sia da computer, sia da dispositivi mobili (in modo sempre più consistente), internet rappresenta uno strumento idoneo a soddisfare numerose esigenze: dall’acquisto di prodotti e servizi, al reperimento di notizie e informazioni, all’intrattenimento, alla formazione, fino a giungere alla condivisione, allo scambio e alla creazione di una propria dimensione sociale. Per le aziende internet rappresenta, invece, uno strumento di ottimizzazione dei processi produttivi, di miglioramento delle relazioni con i consumatori e dell’efficienza degli investimenti di marketing e di quelli pubblicitari, di semplificazione delle modalità di pagamento, nonché di ampliamento degli ambiti geografici di diffusione dei propri prodotti e servizi. Tale aspetto,in contesti come quello italiano caratterizzato dalla presenza di piccole e medie imprese, risulta di grandissimo interesse. Infine, internet per la pubblica amministrazione e le istituzioni pubbliche nazionali ed internazionali contribuisce allo snellimento dei processi amministrativi, all’efficienza dei servizi erogati, e al risparmio di risorse economiche; elemento, quest’ultimo, di vitale importanza nell’attuale contesto di congiuntura economica negativa e di competizione globale”.

Naturalmente Internet ha inoltre una crescente importanza sotto il profilo del pluralismo informativo, garantito dalla diffusione attraverso il web di nuovi modelli di informazione e nuovi servizi di erogazione delle notizie.

La diffusione di Internet e dei servizi online è mondiale, anche se esistono disparità fra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo e differenze legate a reddito e istruzione. L’analisi socio-demografica degli utenti del web, spiega l’Agcom, ha messo in evidenza che “gli utenti della rete rappresentano una parte cospicua della popolazione ed appaiono presentare caratteristiche socio-economiche peculiari e distintive rispetto a quelle dei fruitori degli altri mezzi di comunicazione”. Rimane “la presenza di elevati rischi di esclusione digitale che, oltre a motivi geografici (il digital divide) tuttora presenti, appaiono essere connessi a fattori di natura generazionale (con gli anziani naturalmente meno inclini al mezzo digitale), al genere (le donne accedono significativamente di meno), all’istruzione (gli individui con livelli di istruzione più bassi sono meno portati ad accedere al web), al reddito (i costi del device di navigazione e di accesso a internet appaiono costituire un significativo ostacolo alla diffusione della rete), e alla professione (dato che la navigazione in rete risulta spesso imprescindibilmente legata anche a motivi di lavoro)”. Internet inoltre attrae maggiormente i giovani, i cosiddetti “nativi digitali”, che rappresentano la “forza propulsiva” della società dell’informazione.

Poiché in gran parte dei casi i contenuti e i servizi web erogati sono gratuiti, diventa sempre maggiore l’importanza assunta dalla “profilazione” degli utenti. “Si registra una crescente attenzione, da parte degli operatori del web e degli inserzionisti che si rivolgono al mezzo, per la raccolta dei dati e delle informazioni personali degli utenti – rileva l’indagine dell’Agcom – La quantità di dati raccolti, conservati ed elaborati ogni anno sta aumentando in maniera esponenziale e l’evoluzione della tecnologia, peraltro, sta modificando le modalità di tracciamento, che, dunque, risulta sempre più accurato, ancorché avvenga in modo non sempre consapevole per gli utenti. Ciò non ha soltanto effetti su aspetti quali la privacy, ma anche sugli assetti concorrenziali dell’intero ecosistema di internet, dai servizi web orizzontali, all’offerta di informazione online, fino ad arrivare alla raccolta di pubblicità sul web”.

 

@sabrybergamini

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