TopNews. Agcom, cresce internet come mezzo di informazione

Lo sviluppo del mercato unico digitale come “cornice irrinunciabile di un qualsiasi progetto europeo”. La consacrazione della televisione “liquida” e la crescita di internet come mezzo di informazione, insieme allo spostamento degli investimenti pubblicitari sulle piattaforme online. La sfida della e-democracy. E naturalmente la tutela dei consumatori, a partire dalla necessità di ripristinare quel patto di fiducia violato dalle società di telefonia quando hanno deciso di passare alla fatturazione a 28 giorni. Questi i temi, tanti, che si intrecciano e si ritrovano nella relazione annuale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presentata oggi alla Camera.

Il presidente dell’Agcom Angelo Marcello Cardani parte dal riconoscimento che dalla Brexit “i fermenti antieuropei sono cresciuti” e hanno acquistato centralità ovunque, Italia compresa. A un anno dalle elezioni europee del 2019 “non possiamo non interrogarci sulla nostra idea di Europa e su cosa deve essere fatto, con urgenza, per consolidarla, all’insegna dei contenuti del Manifesto di Ventotene”. Per Cardani “tocca alla politica trovare le reazioni e le risposte più giuste a questa deriva antieuropeista. Resto peraltro convinto che un ruolo importante e centrale competa a tutte le istituzioni che, come la nostra, vivono nel circuito dei decisori europei”. Per il presidente Agcom “l’ulteriore sviluppo del mercato unico digitale rappresenta la cornice irrinunciabile di un qualsiasi progetto europeo, per il rilevante impatto che esercita sulla produttività, l’innovazione e la qualificazione dei territori, e per gli effetti di benessere sociale e di svilupponazionale che produce”.

I numeri del mercato dicono che “i ricavi del settore delle comunicazioni e dei singoli segmenti che lo compongono (telecomunicazioni, media e servizi postali) rappresentano anche per il 2017 oltre il 3% del PIL nazionale”. Le risorse economiche vigilate dall’Agcom ammontano a oltre 54 miliardi di euro con un trend in lieve crescita (più 1,2%) ma con dinamiche diverse nei diversi settori. “Cresce il peso relativo di Internet, del settore postale e, in misura meno accentuata, del settore telecomunicazioni – dice Cardani – Tende invece a ridursi, anche se con un diverso grado di intensità, il peso degli altri comparti vigilati, ossia TV, radio ed editoria”. Da sottolineare in particolare i risultati negativi dell’editoria (meno 5,2%) con i quotidiani che registrano una contrazione dei ricavi dell’8,9%. La radio perde qualcosa ma in un contesto che manifesta segnali di ripresa. “Gli investimenti pubblicitari globali appaiono sempre più re-indirizzati dai media tradizionali alle piattaforme online, che complessivamente crescono di oltre il 12%. Google e Facebook sononaturalmente i principali beneficiari di questo trend”, evidenzia ancora Cardani. L’aumento della raccolta pubblicitaria è dovuta esclusivamente all’online e vale 2,2 miliardi, mentre quasi tutti i media tradizionale registrano andamento negativo.

Nel 2017 si consacrano le novità di accesso alla tv con lo streaming e il ruolo di internet come fonte di informazione. “Crescono le forme di accesso non tradizionali alla tv; in tal senso il 2017 può essere ricordato anche come l’anno della definitiva consacrazione della “televisione liquida”, con una stima di circa3 milioni di cittadini che guardano abitualmente la tv in streaming e in numero 3/4 volte superiore che scaricano abitualmente contenuti televisivi sui propri device”, evidenza il presidente Agcom.

La televisione tradizionale tiene, mentre cresce il ruolo di internet. “Internet, a sua volta, cresce come mezzo di informazione, oltre che come veicolo pubblicitario – spiega Cardani – Tuttavia l’attendibilità percepita delle fonti informative online, come testimonia la nostra ultima ricerca sui consumi di informazione, rimane mediamente inferiore rispetto a quella delle fonti tradizionali. Altro elemento interessante consiste nella tendenza degli italiani ad accedere all’informazione online prevalentemente attraverso fonti algoritmiche, in particolare socialnetwork e motori di ricerca”.

L’editoria quotidiana e periodica ha perso metà del suo peso economico nell’ultimo decennio. Sostiene il presidente Agcom: “Essendo qui in gioco non solo i destini di una filiera industriale, ma anche quelli di un bene di valore strategico e sociale quale l’informazione, la crisi di questo comparto e la contestuale ascesa di Internet quale tendenziale mezzo sostitutivo, si configura quale tema di policy che interroga in primis Governo e Parlamento e che richiede una riflessione di ampio respiro”.

Cardani ha richiamato poi la necessità di garantire il pluralismo informativo, pur in presenza di una legge ormai datata come la 28/2000 sulla par condicio. In assenza di regole, ha spiegato, l’Autorità sta conducendo un esperimento di coregolamentazione e autoregolamentazione attraverso l’istituzione del “Tavolo tecnico per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell’informazione sulle piattaforme digitali”. In quest’ottica sono state adottate le “Linee guida per la parità di accesso alle piattaforme online durante la campagna elettorale 2018”, ha detto il presidente Agcom, “all’esito delle quali le piattaforme digitali hanno messo a disposizione dei propri utenti alcuni strumenti di contrasto alla disinformazione online. Si tratta di un lavoro in progress che intendiamo seguire con particolare attenzione. Ci conforta il fatto che durante la recente campagna elettorale questo lavoro ha permesso di arginare le derive più insidiose”. Nelle parole dell’Agcom c’è anche l’invito a una comunicazione più fondata sul contradditorio. “Per il futuro ritengo che, pur nel rispetto dell’indipendenza delle scelte editoriali e della libertà dei palinsesti informativi, sarebbe nell’interesse del Paese e dei cittadini disporre di una informazione e comunicazione politica più vocata al contraddittorio e alla condotta responsabile”.

La tutela dei consumatori chiama poi in causa direttamente la querelle sulla fatturazione a 28 giorni. “La trasparenza tariffaria è stato il terreno sul quale nell’ultimo anno si sono confrontate – e ancora si confrontano – le posizioni dei principali operatori telefonici da una parte e i consumatori e l’Autorità dall’altra – ha ricordato Cardani – Abbiamo messo in luce per primi l’opacità dell’iniziativa posta in essere dagli operatori di rimodulare a 28 giorni la fatturazione mensile. Davanti a quella rimodulazione che di fatto si è tradotta in un artificioso innalzamento dei prezzi, il consumatore, oltre a subire un aumento inconsapevole del costo, si è trovato totalmente disorientato rispetto ai propri consueti parametri di controllo della spesa e di confronto tra le diverse offerte. È auspicabile che in futuro non si ripetano situazioni simili e mi auguro che gli operatori vogliano ricomporre un patto di fiducia con i consumatori seguendo le indicazioni dell’Autorità in tema di rimborso”.

Un ultimo passaggio del discorso è riservato alla sfida della democrazia elettronica. “Ritengo che le Autorità del settore dei media e delle comunicazioni elettroniche debbano concentrare in particolare la loro attenzione sul tema ampio della e-democracy”, che evoca quattro ambiti di intervento: i diritti di cittadinanza, la tutela del diritto d’autore  e dei contenuti, i diritti delle persone e la tutela di quel “bene pubbico” che è l’informazione. Per l’Agcom, “ una informazione plurale, professionale, trasparente e verificabile nelle sue fonti, autorevole e credibile quanto ai suoi contenuti. Il contrasto alla disinformazione ed alla deriva delle fake news acquisisce senso e sostanza solo se collocato nel contesto della difesa dei principi dei nostri ordinamenti democratici”.

 

Notizia pubblicata il 11/07/2018 ore 17.04

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