Canone Rai nel caos, Consumatori chiedono interventi urgenti

Come si fa a inserire il canone Rai in bolletta con tutte le criticità che il provvedimento si porta dietro, evidenziate ora nero su bianco dal Consiglio di Stato? Di fronte al parere critico espresso dal Consiglio di Stato –  manca una definizione di apparecchio tv, ci sono problemi di privacy, di fatto le norme non sono chiare affatto – dalle associazioni dei consumatori arriva l’invito a sospendere l’inserimento del canone in bolletta e a far slittare la scadenza per la presentazione dell’autocertificazione. Insieme alla richiesta di una convocazione straordinaria del CNCU.I cittadini del resto sono spiazzati, la confusione su chi deve pagare e come è tanta, e molti non sanno bene come comportarsi neanche nella compilazione dell’autocertificazione di non possesso della tv.

raiIl Consiglio di Stato ha evidenziato, fra i profili di criticità, il fatto che manchi”un qualsiasi richiamo ad una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo”, dal momento che sul mercato ci sono molti strumenti coi quali si possono ricevere programmi tv. Ci sono poi problemi di rispetto di privacy, considerati tutti gli enti e le istituzioni coinvolte nello scambio di dati, mentre “non tutte le norme risultano formulate in maniera adeguatamente chiara”.

Sono dubbi che riecheggiano quelli espressi anche dalle associazioni dei consumatori, per i quali con queste lacune il provvedimento dovrebbe slittare. “Come conseguenza del parere del Consiglio di Stato, non sarà possibile inserire il canone in bolletta, almeno fino a che non saranno superate le pesanti criticità rilevate – dice il presidente Codacons Carlo Rienzi – Il Governo deve ora sospendere il decreto e apportare tutte le correzioni richieste dai giudici. L’unica cosa certa in mezzo ai tanti dubbi e alla totale mancanza di informazioni per i cittadini, è che sul canone Rai in bolletta regna il caos più totale, motivo per cui il Governo farebbe bene a rinunciare del tutto al provvedimento”.

Lo stop all’inserimento del canone in bolletta viene chiesto anche dall’Adoc. “Il Consiglio di Stato ha confermato quanto abbiamo sempre ribadito. Il canone Rai in bolletta porta più disagi che miglioramenti – ha detto Roberto Tascini, presidente dell’Adoc – la mancanza di chiarezza sulla definizione di apparecchio televisivo, la possibile violazione della privacy degli utenti, la poca se non assente trasparenza su chi deve o non deve pagare il canone, e come eventualmente dichiarare il non possesso, sono tutte osservazioni sacrosante su aspetti della nuova normativa che ci hanno fin da subito lasciato perplessi. Ogni giorno riceviamo centinaia di segnalazioni e richieste di aiuto da parte dei consumatori, esasperati dalle innumerevoli difficoltà incontrate nell’interpretare la norma e nel dirimere le soluzioni più controverse. Il Consiglio di Stato ha bocciato la normativa così come è stata formulata. I tempi a disposizione per modificarla sono esigui, considerando che entro l’inizio di maggio devono essere inviate le dichiarazioni di non possesso dell’apparecchio televisivo e che a luglio arriverà la prima bolletta con il canone”.

Per l’associazione non c’è altra soluzione che tornare al bollettino postale. “A questo punto – prosegue l’Adoc – invitiamo il Governo e le Istituzioni competenti ad adottare la soluzione più saggia e favorevole ai consumatori: bloccare la normativa, fermando l’inserimento in bolletta del canone e lasciando inalterata la cara vecchia soluzione del pagamento con bollettino postale. Siamo sempre convinti, inoltre, che se si vuole veramente combattere l’evasione del canone, l’unico modo certo è ridurre sensibilmente il costo dell’imposta, portandolo a non più di 50 euro annui.”

C’è di più. In ballo ci sono le stesse scadenze previste per presentare l’autocertificazione di non possesso della tv. Per l’Unione Nazionale Consumatori la data del 15 maggio annunciata deve slittare al 31 maggio. L’associazione chiede inoltre la convocazione straordinaria del CNCU alla presenza del sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli. “Dopo la bocciatura del Consiglio di Stato sul canone Rai, che ha sospeso “l’espressione del parere, in attesa che l’Amministrazione svolga gli adempimenti”, il Governo non può procedere come se nulla fosse, limitandosi ad uno spostamento dei termini per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni di esenzione dal 30 aprile o 10 maggio attualmente previsti al 15 maggio – ha dichiarato Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori – Spostare di 5 giorni i termini per l’invio telematico della dichiarazione suona come una presa in giro. Il ministero dello Sviluppo economico, infatti, deve rifare integralmente la nota del 22/2/2012  sui chiarimenti relativi alla definizione di apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni. Fino ad allora il cittadino è impossibilitato a presentare la dichiarazione di non possesso prevista dal quadro A della dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato, che, non a caso, attualmente cita e richiama la nota del 2012. Altrimenti il contribuente rischia di fare una dichiarazione mendace, con conseguenze penali. Il modellino attualmente predisposto dall’Agenzia delle entrate, quindi, va rifatto”.

L’associazione chiede la convocazione del CNCU alla presenza del sottosegretario Giacomelli, lo slittamento al 31 maggio del termine per presentare la dichiarazione e lo spostamento al 15 giugno della data entro la quale l’ Acquirente Unico dovrà a sua volta trasmettere alle imprese elettriche tutte le informazioni necessarie all’ addebito del canone nella bolletta elettrica. “Altrimenti, è evidente che il Governo ed il Parlamento dovranno modificare urgentemente la legge di stabilità, rinviando la scadenza di luglio per il pagamento della prima rata del canone – dice Dona –   Sarebbe, anzi, più serio e logico tornare a prevedere, per il 2016, il pagamento in unica soluzione per il mese di ottobre”.

Un commento a “Canone Rai nel caos, Consumatori chiedono interventi urgenti”

  1. Rinaldin Franco ha detto:

    Va bene utilizzare gli indirizzari delle società di elettricità ma l’Agenzie Entrate o la RAI devono inviare bollettini a parte come facevano prima e non includere il canone nelle bollette della luce creando così grande confusione e molti problemi gestionali.