Censis: boom spesa smartphone. Social network e web, adulti “forever young”

Decolla la spesa per gli smartphone. Su Internet c’è ormai il 75,2% degli italiani, l’utenza della tv mobile raddoppia in un anno, e mentre i social network diventano sempre più piattaforme di distribuzione di contenuti in rete, rimane al palo la lettura dei libri, mentre i giornali a stampa sono sempre meno diffusi. Ormai li leggono meno di 4 italiani su 10. Allo stesso tempo, adulti e giovani hanno comportamenti mediatici sempre più simili: usano internet e i social allo stesso modo, tanto che il Censis parla di “giovanilizzazione” degli adulti.

I dati vengono da “I media e il nuovo immaginario collettivo”, il rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione presentato oggi. Si parte dagli ultimi dati sulla diffusione di internet: il 75,2% degli italiani è sul web attraverso smartphone e social network. La crescita degli utenti di internet in Italia rallenta ma prosegue. In particolare, evidenzia il Censis, “il telefono cellulare è usato dall’86,9% degli italiani e lo smartphone, in particolare, dal 69,6% (la quota era solo del 15% nel 2009). Gli utenti di WhatsApp (il 65,7% degli italiani) coincidono praticamente con le persone che usano lo smartphone, mentre circa la metà degli italiani usa i due social network più popolari: Facebook (56,2%) e YouTube (49,6%). Notevole il passo in avanti di Instagram, che in due anni ha raddoppiato la sua utenza (nel 2015 era al 9,8% e oggi è al 21%), mentre Twitter resta attestato al 13,6%”.

In anni caratterizzati dalla flessione dei consumi – sono gli anni compresi fra l’inizio della crisi nel 2007 e il 2016 – decolla invece la spesa delle famiglie per gli smartphone, che addirittura segna un più 190% nel periodo 2007-2016, per un valore di poco meno di 6 miliardi di euro nell’ultimo anno. Anche gli acquisti di computer hanno registrato un rialzo rilevantissimo (+45,8% nel periodo). I servizi di telefonia si sono invece assestati verso il basso per effetto di un riequilibrio tariffario (-14,3%, per un valore però di oltre 16,8 miliardi di euro nell’ultimo anno). E la spesa per libri e giornali ha subito un crollo verticale (-37,4%). Complessivamente, nel 2016 la spesa per smartphone, servizi di telefonia e traffico dati ha superato i 22,8 miliardi di euro.

Quotidiani e libri sono invece sempre meno letti. “I quotidiani continuano a soffrire per la mancata integrazione nel mondo della comunicazione digitale – evidenzia il Censis –  Oggi solo il 35,8% degli italiani legge i giornali”. In dieci anni i quotidiani hanno perso il 25,6% di utenza mentre i quotidiani online ne hanno acquistato solo il 4,1%. Se i periodici sono in ripresa, sia i mensili sia i settimanali, la lettura della carta rimane comunque al palo e pure gli e-book hanno numeri non esaltanti: solo il 42,9% degli italiani legge i libri a stampa e il 9,6% gli e-book. Complessivamente, i lettori di libri si attestano al 45,7% della popolazione, confermando la ancora scarsa capacità dei libri elettronici di attirare nuovi lettori.

La tv tradizionale si conferma sempre – ha un’utenza del 92,2% anche se in riduzione – mentre la tv satellitare raggiunge quasi la metà degli italiani (il 43,5% nel 2017). Cresce la tv via internet: web tv e smart tv raggiungono il 26,8% di utenza (+2,4% in un anno). Ed è decollata la mobile tv, che ha raddoppiato in un anno i suoi utilizzatori, passati dall’11,2% al 22,1%. “La grande novità dell’ultimo anno – sottolinea il Censis – è rappresentata dalle piattaforme online che diffondono servizi digitali video e audio, come ad esempio Netflix o Spotify. Oggi l’11,1% degli italiani guarda programmi dalle piattaforme video e il 10,4% ascolta musica da quelle audio. Il dato è più elevato tra le persone più istruite, diplomate e laureate (rispettivamente, il 14,1% e il 13,3%). E praticamente raddoppia tra i più giovani: il 20,6% degli under 30 si connette ai servizi video e il 22,6% a quelli audio. È lo stesso concetto di internet che comincia a modificarsi: la rete diventa il veicolo di diffusione di contenuti che, pur viaggiando da un centro alla periferia, posso essere fruiti dagli utenti come e quando vogliono, influenzando l’immaginario collettivo degli italiani”.

Se i consumi mediatici di giovani e anziani sono sempre più distanti, si assiste invece a una tendenza alla “giovanilizzazione” degli adulti. I trenta-quarantenni hanno ormai comportamenti simili a quelli degli adolescenti e dei giovani. “Forever young”, dice il Censis. Perché? Nel 2017 viene colmato il divario nell’accesso a internet, con un’utenza pari all’87,8% tra i 30-44enni contro il 90,5% dei 14-29enni. Lo stesso avviene per i social network (l’80,4% e l’86,9% di utenza rispettivamente), gli smartphone (l’84,7% e l’89,3%), la tv via internet (il 39,5% e il 40,9%) e gli e-book (il 15,4% e il 15,2%). Tra i media tradizionali si registra l’allontanamento degli adulti dai quotidiani a stampa, letti nel 2017 dal 27,5% rispetto al 46,6% del 2012. Gli adulti si avvicinano ai giovani anche in questo caso, considerato che nel 2017 la lettura dei giornali fra i più giovani si ferma al 23,6%. Sostiene il Censis: “I modelli della comunicazione digitale si estendono, coinvolgendo pienamente anche le fasce adulte della popolazione. La rapidità d’accesso, la flessibilità nell’impiego dei mezzi, la connessione alle reti globali, l’abbattimento delle barriere di spazio e tempo, la personalizzazione dei palinsesti, la disintermediazione digitale, non sono fattori avvertiti come essenziali solo dagli adolescenti: ormai sono entrati nella vita quotidiana della maggior parte degli italiani”.

 

Notizia pubblicata il 04/10/2017 ore 17.16

lascia un commento