Chi usa più la sveglia? Smartphone “cannibale” si mangia decine di oggetti

Gli smartphone sono voraci: divorano oggetti, aziende e business. La metafora è forte ma viene usata per spiegare quanto questo oggetto, diventato quasi un’appendice del nostro corpo, abbia sostituito le funzioni e l’uso di altri strumenti in passato di uso comune. Oggetti che sono stati in gran parte rimpiazzati dallo smartphone e dalle innumerevoli app che questo mette a disposizione.

Si va dalla macchina fotografica alla videocamera – tutte incorporate nello smartphone – dalla app per la radio al registratore vocale, che non serve più perché la funzione è appunto incorporata nel device; esiste l’app per la torcia e quella per la bussola, l’app per la sveglia e quella per il meteo, mentre la rubrica telefonica di carta è finita tutta inglobata nell’elenco dei contatti. A fare l’elenco degli oggetti di uso comune cannibalizzati dallo smartphone è una infografica realizzata da minimegaprint con contenuti curati da SecretKey. “Smartphone cannibile: come ti mangio il business”, è la pagina del blog, che spiega: “Ci siamo immaginati gli smartphone come una tribù cannibale che, nella giungla dei prodotti tecnologici, ha letteralmente divorato (e continua a farlo) oggetti, aziende e business”. Certo, gli appassionati di fotografia continueranno ad acquistare macchine tecnologiche e professionali, e molti non hanno certo rinunciato all’orologio al polso, ma è indubbio che tante funzioni prima svolte da oggetti diversi si siano concentrate in quello che è diventato di fatto un prolungamento del corpo.

“La nostra vita, di fatto, è cambiata – si legge nel blog – Con relativamente pochi soldi, oggi possiamo acquistare un oggetto che ci permette di svolgere moltissime attività e che abbiamo sempre a portata di mano, nella nostra tasca. Esiste un’app per qualsiasi cosa, dall’enciclopedia al montaggio video, dalla bussola al termostato, dall’accordatore per strumenti allo scanner. Facendo un rapido calcolo in termini di denaro e di peso, quello che oggi possiamo fare acquistando uno smartphone, 10 anni fa ci sarebbe costato circa 4.700€ in attrezzatura e oggetti, per un peso totale di 70 kg contro i soli 150 grammi (o poco più) di un qualsiasi smartphone sul mercato”.

Così molte aziende sono andate in bancarotta o sono state spinte fuori dal mercato. Basti pensare alla Tom Tom, che produceva navigatori satellitari: dal 2007 al 2011, anni di boom dello smartphone, il titolo in borsa è crollato del 96%. La Kodak ha spesso di produrre apparecchi fotografici dal 2012. Dal 2007 al 2012 il titolo in borsa della Nintendo è crollato dell’88%. Alcune aziende sono andate in perdita, altre si sono reinventate. È quella rivoluzione che è stata chiamata“smartphone disruption”.

 

Notizia pubblicata il 08/11/2017 ore 09.25

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