Datagate, Facebook davanti alla Camera: violati anche i dati di Zuckerberg

E dopo il Senato, è stata la volta della Camera. Il fondatore e Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, ha affrontato il suo secondo giorno di testimonianza davanti al Congresso degli Stati Uniti per spiegare la sua posizione (e quella della sua società) rispetto al caso Cambridge Analytica. “Credo che sia inevitabile la necessità di alcune regole, ma bisogna fare attenzione“, ha detto Zuckerberg ai deputati che chiedevano sulla possibilità o meno di elaborare regole che non soffochino le startup.

Zuckerberg ha poi confermato che è stato attivato, già dallo scorso lunedì, il servizio di notifica per gli utenti del social network i cui dati sono interessati dal caso Cambridge Analytica.

Durante l’audizione, il numero uno di Facebook ha dichiarato, rispondendo alla deputata democratica della California Anna Eshoo, di essere stato egli stesso vittima delle acquisizioni illecite di dati da parte Cambridge Analytica.

Nel rispondere alle domande dei deputati, il CEO ha affermato che la maggior parte degli utenti della piattaforma non utilizza gli strumenti di controllo della privacy messi a disposizione per gestire la protezione dei propri dati personali. Il tema ricorre in diverse delle domande poste dai deputati, con Zuckerberg che insiste sulla possibilità di scelta che viene data agli utenti.

Mentre il capo di Facebook rispondeva al fuoco incrociato delle domande del Congresso, il Ceo di Cambridge Analytica veniva rimosso dal suo incarico. L’amministratore delegato di Cambridge Analytica, Alexander Tayler, è stato rimosso dal suo incarico e riprenderà il suo posto a capo della divisione dati “per focalizzarsi sulle varie inchieste e indagini”, ha sottolineato il consiglio della società in una nota, riportata da Bloomberg.

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