Governo, spunta l’ipotesi del canone Rai nella bolletta elettrica

Fra le ipotesi allo studio per recuperare l’evasione del canone Rai da inserire nel decreto che metterà i famosi 80 euro in busta paga, ci sarebbe quella di “legare il pagamento del canone non più alla detenzione dell’apparecchio, ma o al pagamento della bolletta elettrica o – e questa sarebbe a quanto risulta la soluzione caldeggiata dal commissario alla spending review Carlo Cottarelli e da Viale Mazzini – al nucleo familiare”. È quanto scrive oggi l’Ansa, per la quale l’introito eventualmente recuperato, stimato intorno ai 300 milioni di euro, andrebbe per metà al Tesoro e per metà alla Rai. A stretto giro, si legge sul Corriere della Sera, arriva la smentita del Governo: “Fonti di Palazzo Chigi smentiscono le ipotesi di un intervento del governo sul canone Rai, eventualità – rimarcano le medesime fonti – non prevista e destituita di fondamento”.

La risposta dell’Adoc è comunque netta: l’associazione si dice “contraria a qualsiasi ipotesi di legare il pagamento del canone Rai alla bolletta elettrica”.

“Siamo contrari a politiche assistenziali per la Rai, crediamo che la tv pubblica abbia le qualità necessarie per conquistare l’utenza sul mercato senza aiuti e tasse forzate – dichiara Lamberto Santini, presidente dell’Adocsiamo d’accordo nell’intraprendere una lotta all’evasione fiscale del canone, ma non nel creare un abbinamento, a nostro avviso deleterio, con la bolletta elettrica, imponendo un nuovo balzello a carico di cittadini fin troppi vessati. La Rai deve puntare esclusivamente sulla qualità dei servizi offerti, già ottima ma in grado di crescere ulteriormente, adottando politiche di risanamento e riorganizzazione, soprattutto per quanto riguarda consulenze e società esterne. Siamo convinti, come Adoc, che la Rai possa operare in questo senso, diventando un servizio sempre più fondamentale e irrinunciabile, efficiente e di qualità, centro dell’informazione pubblica e punto di riferimento per ogni cittadino e consumatore”.

C’è da dire che non è la prima volta che spunta un’ipotesi del genere: l’idea era già stata lanciata nel luglio 2012.

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