Garanzia 5 anni, Antitrust sanziona Hyunday per pubblicità ingannevole

L’Antitrust ha comminato una sanzione amministrativa pari a 50.000 € alla società Hyundai Motor Company Italy S.r.l. Oggetto del procedimento, avviato su segnalazione di Assoutenti, una pubblicità diffusa nel periodo 2010-2011 avente ad oggetto la  “garanzia di 5 anni” applicata alle autovetture Hyunday: in questi messaggi pubblicitari – che l’Antitrust ha giudicato ingannevoli – l’azienda non specificava che alcune parti e componenti dell’autovettura godrebbero, in realtà, di una garanzia temporale inferiore a quella (quinquennale) reclamizzata.  Sul sito della casa automobilistica www.hyundai.it, infatti, alla voce “5 ANNI DI GARANZIA”, nulla veniva specificato circa le condizioni di applicazione della stessa. Soltanto alla voce generica “GARANZIA” venivano chiariti i reali limiti di estensione della garanzia offerta. In particolare, alcune parti e componenti delle autovetture beneficiavano di una garanzia inferiore ai cinque anni, dovuta alla loro deperibilità: “batterie (garanzia di due anni/ chilometraggio illimitato) e ricambi (garanzia di 2 anni/chilometraggio illimitato)”. Inoltre, nella campagna pubblicitaria diffusa attraverso quotidiani e volantini a partire dal novembre 2010 non veniva in alcun modo precisato che la garanzia quinquennale si applicava solo ad alcuni modelli della gamma Hyundai. Tale ulteriore limitazione veniva nuovamente specificata solo nel sito www.hyundai.it, nella sezione Garanzia: “garanzia 5 anni modelli i10, i20, i30, ix20, ix35( benzina e diesel ), Santa Fe e Genesis Coupé. Tutti gli altri modelli benzina e diesel garanzia generale 3 anni”.

A  nulla sono valse le argomentazioni della Hyunday secondo cui i consumatori potevano reperire tutte le informazioni in un momento successivo alla visione del messaggio pubblicitario, ovvero attraverso il sito www.hyundai.it o recandosi presso un concessionario. Neanche gli impegni assunti dall’Azienda sono stati accolti dall’Antitrust che ha ritenuto costituiscano “la semplice rimozione dei profili di scorrettezza che discenderebbero dall’adozione di un provvedimento inibitorio a conclusione del presente procedimento. Infatti, la semplice specificazione delle reali condizioni di applicazione e delle limitazioni della garanzia di 5 anni peraltro “laddove lo strumento di diffusione del messaggio lo consenta”, unitamente al rinvio alla pagina del proprio sito web costituiscono un comportamento che il professionista avrebbe comunque dovuto tenere nel rispetto del Codice del Consumo. Negli impegni nessuna ulteriore misura è stata prevista per attenuare gli effetti della pratica, eventualmente sanando l’eventuale pregiudizio arrecato ai consumatori che sono stati indotti in errore dall’ingannevolezza delle informazioni diffuse”.

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