Google News cambia e favorisce i “grandi”, parola del Salvagente.it

Sono tempi duri per l’informazione. I giornali cartacei stentano a vivere e il taglio dei fondi all’editoria, di certo, non aiuta. E l’informazione online, che vive grazie alla diffusione che riesce ad avere in rete, subisce un attacco dalla rete stessa.

Per capirci: il più grande motore di ricerca delle notizie, Google News, ha cambiato sistema di indicizzazione delle testate. Risultato? Non è più un aggregatore di notizie democratico, ma è diventato una vera e propria edicola dove compaiono solo le prime pagine dei giornali noti. E se prima l’utente trovava le notizie più “fresche” perché ogni tot il motore di ricerca passava in rassegna centinaia di giornali, blog, o testate online iscritte a Google News e su ogni argomento spostava in cima alla lista la notizia più aggiornata, adesso non è più così. L’aggiornamento di una news, lo spunto nuovo e la diversa angolazione sembrano contare poco, a discapito del pluralismo.

A rivelarlo, dati alla mano, è il Salvagente.it che si è accorto del cambiamento apportato da Google News con l’anno nuovo ed ha cercato di capirne di più. Per una settimana intera, dal 10 gennaio al 16, dalle ore 8 alle 24 di ogni giorno, il Salvagente.it ha effettuato una rilevazione empirica sulle testate apparse sulla home page di Google News, verificando con intervalli di qualche minuto quali fossero le fonti scelte dal motore di ricerca. La somma del punteggio ottenuto da ogni testata diviso il numero totale dei rilievi ha fornito il numero medio di articoli presenti nella pagina ed ha permesso l’elaborazione di una classifica delle testate più “indicizzate” dal motore di ricerca.

Le tre fonti più selezionate sono il Corriere della Sera (12,2% di presenze, circa 4 articoli presenti ogni volta che si apre la pagina), il Sole 24 Ore (11,3%, con più di 3 articoli nella pagina) e l’Ansa (10,1%, con 3 articoli). Seguono la Stampa, Repubblica, Adnkronos e la Gazzetta dello Sport. Oggi, quindi, sei testate hanno il 50% dello spazio della pagina, mentre gli altri (oltre 250 giornali più o meno noti presi in considerazione dal Salvagente.it) si dividono il restante 50%.

Sembrerebbe proprio che Google News abbia cambiato il sistema di ricerca delle fonti, a discapito dei siti “meno noti” che prima avevano pari dignità e trattamento delle grandi testate.

Interpellato, Google risponde che a selezionare le notizie è un nuovo algoritmo, già attivo in altri paesi, che servirebbe a sputare dall’indicizzazione i siti “fotocopia”, quelli che replicano notizie o titoli altrui e invece contengono solo spam e pubblicità.

Ma a finire in una zona grigia di “invisibilità” sono tante testate che, così facendo, verranno schiacciate da un meccanismo di mercato “tradizionale”, dove i grandi fagocitano gli altri. Se la cosa dovesse continuare così – scrive il Salvagente.it, si potrebbe parlare di una vera e propria “distorsione del mercato” da segnalare all’Antitrust.

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