Medici Senza Frontiere: i media dimenticano le crisi umanitarie ma non le nozze reali

Quando i telegiornali hanno raccontato la fuga dei migranti da Tunisia, Libia ed Egitto, la parola più usata per “inquadrare” la notizia è stata “emergenza”, mentre le condizioni mediche e sanitarie delle persone che arrivavano erano sempre in secondo piano. In secondo piano in realtà c’erano gli stessi migranti, dal momento che la loro voce è stata quasi assente dai tg. Se poi si guarda alla situazione del Congo, della Costa d’Avorio, al Corno d’Africa, al Sudan, alla diffusione dell’Aids e alla crisi del Bahrein, ecco che emergono le “crisi umanitarie dimenticate dai media”, che invece hanno concentrato moltissima attenzione sulle nozze reali di William e Kate. È quanto emerge dal rapporto “Le crisi umanitarie dimenticate dai media 2011”, pubblicato oggi da Medici Senza Frontiere e realizzato per l’ottavo anno in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia.

Non siamo sicuri che le parole siano in grado di salvare vite, ma sappiamo con certezza che il silenzio può uccidere – scrive nell’introduzione del rapporto  Kostas Moschochoritis, Direttore generale di MSF Italia – Non far conoscere la sofferenza di milioni di rifugiati, di bambini malnutriti, di civili feriti e torturati, equivale a dire che tutte queste persone, e le loro sofferenze, le loro vite non esistono. Per questo da anni siamo impegnati in un’azione di stimolo costante nei confronti dei mass media affinché non dimentichino di informare sulle realtà dei tanti constesi di crisi nel mondo, nell’erronea convinzione che questi non interessino al pubblico”.

Medici Senza Frontiere quest’anno ha deciso di concentrare l’attenzione su come i telegiornali hanno trattato il tema delle migrazioni provenienti da Tunisia, Egitto e Libia, legate quindi alla Primavere Araba, e su altri due fronti: le “crisi sanitarie”, malnutrizione in Somalia, HIV/AIDS e le malattie tropicali dimenticate; e le “crisi umanitarie” su cui i riflettori dei media italiani si sono accesi solo parzialmente (riguardano Costa d’Avorio, Sudan e Sud Sudan, Bahrein Repubblica Democratica del Congo).

L’Osservatorio di Pavia ha analizzato lo spazio dedicato in un anno dalle edizioni serali – prime time dei TG Rai, Mediaset e La7 – alle crisi individuate da MSF. Spiega Medici Senza Frontiere: “Nel 2011, i telegiornali hanno dedicato circa il 10% del totale dei servizi a contesti di crisi, a conflitti e a emergenze umanitarie e sanitarie, e tra questi spiccano naturalmente le rivolte della Primavera araba (Libia in primis) e il terremoto in Giappone. È proprio tale attenzione a spiegare l’incremento rispetto al 6% del 2009”.

Quella dei migranti in fuga non è stata una crisi dimenticata (al tema sono state dedicate 1.391 notizie nel 2011) ma quello che emerge come peculiare è il modo in cui è stata rappresentata: si parlava soprattutto di “emergenza”, di “ondata record” di migranti, di “esodo” e di “invasione”, mentre le condizioni medico-sanitarie dei migranti non sono state quasi mai il focus centrale della narrazione. E i migranti non hanno avuto voce, o quasi. “Il dato più sconcertante – ha detto Kostas Moschochoritis – è che in questi servizi è praticamente assente la voce dei migranti. I protagonisti a cui è data voce sono nel 65% dei casi i politici, fra Governo e amministrazioni locali. Alle testimonianze dei migranti è stato riservato solo il 14% dello spazio; il 12% alle comunità locali e il 10% alle realtà impegnate nella gestione del fenomeno – forze dell’ordine, esponenti religiosi, società civile, organizzazioni”.

Le crisi dimenticate: nel 2011, spiega MSF, sono stati solo 5 i servizi dedicati al Congo (RDC), 10 alla Costa d’Avorio, 14 quelli sull’HIV/AIDS, zero quelli sulle malattie tropicali neglette che falcidiano la popolazione dei Paesi in via di sviluppo. Resta in ombra anche il Bahrein con solo 24 notizie, delle quali 7 concentrate sulla possibilità di cancellazione del Gran Premio a seguito dell’instabilità politica. All’emergenza nutrizionale nel Corno d’Africa sono state dedicate 41 notizie e 44 al Sudan.

“Il totale dello spazio dato a tutte queste crisi insieme resta comunque lontano dalle 413 notizie dedicate invece alle nozze reali di William e Kate. Il matrimonio di Alberto di Monaco si è invece guadagnato “solo” 91 servizi”, spiega MSF.

Per accendere un dibattito sulle crisi dimenticate, MSF ha lanciato un’applicazione per iPhone e Android.

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