Tata Motors, Tar Lazio conferma sanzione Antitrust

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso che la Melian Italia, società importatrice e distributrice dei veicoli della Tata motors, aveva presentato avverso la decisione dell’Antitrust che nel 2011 l’aveva sanzionata per pubblicità ingannevole.L’Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva esaminato la pubblicità pubblicata su numerose riviste, e diffusa anche attraverso depliant ed internet, relativa ai diversi modelli del pick up Tata Xenon, nei quali si sottolineava, tra l’altro, la possibilità di “soddisfare tutte le esigenze, sia nell’utilizzo professionale, che per il tempo libero”, che “i posti in cabina garantiscono un ottimo confort di viaggio a tutti i passeggeri” e che “un’appropriata scelta degli accessori permette la personalizzazione di Xenon secondo le diverse esigenze d’uso”.

In realtà questi veicoli risultavano omologati come autocarri ed erano perciò utilizzabili per il trasporto di cose, come d’altronde specificato nel libretto di circolazione; il trasporto delle persone è consentito solo a coloro che sono addetti al carico e allo scarico delle merci.

Secondo l’’Agcm, i messaggi ingeneravano confusione negli acquirenti, che non erano informati che il proprietario è soggetto a sanzioni amministrative e fiscali in caso di uso improprio dell’autoveicolo: solo dopo l’apertura del procedimento la Melian ha modificato i messaggi pubblicitari, mettendo in particolare evidenza il fatto che il pick up è soggetto alle normative italiane autocarro (omologazione N1). Da queste constatazioni scaturì una sanzione pari a 100 mila euro, oltre all’obbligo per la società di una dichiarazione di rettifica sulle caratteristiche reali dell’autoveicolo.

 Nei giorni scorsi la sentenza del giudice amministrativo secondo cui “la pubblicità in questione è suscettibile di orientare in modo ingannevole le scelte commerciali dei consumatori verso un mezzo che può essere utilizzabile esclusivamente a scopi commerciali e non per il trasporto di persone (ed in particolare per il “tempo libero”)”. La società aveva anche chiesto il risarcimento dei danni (patrimoniali e non patrimoniali) causati dalla pubblicazione “costosa e denigratoria” di una rettifica sui quotidiani La Repubblica ed Il Corriere della Sera, nonché sul proprio sito web. Con la sentenza del Tar viene respinta tale richiesta della Melian, condannata anche al pagamento delle spese processuali.

Sul sito di Assoutenti è possibile leggere di altre sanzioni comminate dall’Antitrust  in merito alla pubblicità ingannevole dei pick up di Mitsubishi , della Toyota e Mazda.

 

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