TG2, scambio di “vedute” tra telespettatore e direttore sulle parole di Dante

La redazione di Help Consumatori ha ricevuto un curioso scambio di “vedute” tra uno spettatore e il direttore del TG2 Marcello Masi: l’oggetto del contendere è Dante Alighieri e i suoi versi contenuti nel Canto XXVI dell’Inferno, in cui si parla di Firenze. In un servizio andato in onda martedì 30 luglio nel Tg2 delle 20.30, sono state utilizzate, secondo uno spettatore fiorentino, alcuni versi di Dante a sproposito, travisandone completamente il senso.

Ecco cos’ha scritto lo spettatore al direttore Masi:

“Ho ascoltato ieri il servizio che il vostro Tg delle 20.30 ha voluto dedicare all’ultima iniziativa d’immagine del nostro sindaco di Firenze Matteo Renzi, specialista in materia (magari venisse piuttosto a toccare con mano, chi di informazione si occupa, in che condizioni effettive versa la città….). Detto questo, e dato per scontato che un Tg, ancorché pubblico, possa decidere di offrire vetrine a proprio rischio e pericolo a questo o a quel personaggio politico, non è tuttavia tollerabile che la direzione del Tg2 lasci utilizzare, a coronamento dello spot, una citazione di colui che, grande poeta d’Italia, è universalmente riconosciuto come il più illustre esponente della fiorentinità, proponendone una lettura impropria e scorretta, e suggerendo a milioni di telespettatori significati diametralmente opposti a quelli trasmessi dal Poeta. Uno si aspetterebbe che il redattore di un Tg nazionale, e il suo direttore, avessero frequentato con qualche profitto una scuola media superiore, ricevendone le indicazioni di metodo (non dico i contenuti: per quelli c’è tempo, nella vita) che suggeriscono di verificare il senso e il contesto di una citazione, prima di copia-incollarla acriticamente. Uno si aspetterebbe che un redattore e un direttore siano in grado di riconoscere per esempio se Dante, con quell’incipit “Godi, Fiorenza” del XXVI dell’Inferno (il canto di Ulisse), intendesse davvero esaltare e pubblicizzare le virtù della sua città, così da poterlo associare anche nel XXI secolo a un invito a continuare a goderne. O se non stesse invece apostrofandola, Fiorenza, con sferzante ironia e tagliente sarcasmo, per i suoi vizi e i suoi difetti, come anche il più sprovveduto degli scolari avrebbe arguito dalla semplice lettura delle parole che seguono in quella prima terzina: “Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande che per mare e per terra batti l’ali, e per lo ‘nferno tuo nome si spande”.

Si rende conto, gentile direttore, dello svarione? Citare Dante come mercante della più banale fiorentinità (quella che dal vostro servizio pare essere – a poca distanza dall’impresa del Ponte Vecchio ceduto alla Ferrari di Montezemolo – ancora una volta la ratio dell’iniziativa del sindaco), quando invece lo spirito e la lettera del passo citato, una delle più celebri invettive di Dante, denotano piuttosto distanza e disprezzo!

Gentile direttore, non Le chiedo una precisazione pubblica a ammenda del danno di immagine causato da quel servizio al nostro amato Poeta: la esigo. E’ inaccettabile che il Poeta venga citato a sproposito, e per giunta argomentando sulla città ufficialmente cara all’UNESCO, patrimonio mondiale dell’Umanità. Alla luce di quanto illustrato, sono certo che Lei condividerà quanto infelice sia stato quel riferimento anche e soprattutto nella trasposizione del messaggio di Dante alla Firenze dei giorni attuali: proprio la sottocultura e la propensione al merchandising che l’offensiva mediatica del sindaco Renzi pare esprimere, infatti, sarebbe stata forse bersaglio ancora oggi del Poeta, fosse nostro contemporaneo…

Avendo inutilmente tentato, già ieri sera e ancora stamani, di stabilire un contatto telefonico con la Redazione per poter comunicare a voce queste osservazioni, resto in attesa di un cortese immediato riscontro scritto”.

Firmato Girolamo Dell’Olio, insegnante in scuola pubblica a Firenze

La risposta del direttore Marcello Masi è stata la seguente: “Caro telespettatore, cosa vuole che Le dica? Che ha ragione? Che il collega autore del servizio e il Suo Direttore hanno un diploma di scuola media ottenuto con i punti Miralanza? Che il Sindaco di Firenze non ha diritti nella città che governa? Che non bisogna nominare il nome di Dante invano come nostro Signore? Gentile telespettatore, la Sua opinione è sacra, ma resta un’opinione. Cordialmente. Marcello Masi”

Il commento del direttore di Help Consumatori a questo scambio di mail è stato questo: “Un po’ di leggerezza non guasterebbe. Girolamo non dovrebbe prendersela tanto, per un servizio che voleva essere ironico. Il direttore del TG 2 dovrebbe essere un po’ più rispettoso e meno caustico”.

Firmato Antonio Longo

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