Diritto d’autore, l’Agcom attende una norma dal Governo. Confindustria Cultura Italia non ci sta

Da tempo in Italia si trascina il dibattito sul rinnovo della legge sul diritto d’autore, che è vecchia di 70 anni e che non risponde più alle esigenze del settore, dove Internet ormai la fa da padrone. “L’Agcom ha il merito di aver avviato trasparentemente un dibattito sulla protezione del diritto d’autore on line” ha ribadito il Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò, nel bilancio del suo mandato, presentato oggi alla stampa.

Calabrò ha invitato il popolo della rete a “non avere timori e a non correre dietro a fantasmi” poiché il regolamento predisposto dall’Agcom è molto equilibrato ed è stato sottoposto a consultazione pubblica quindi è assolutamente rispondente alle esigenze. Non prevede alcun oscuramento di siti né forzatura”.

Ma il tutto si ferma in attesa di un passo del Governo. “Il Governo mi aveva detto che avrebbe adottato una norma di interpretazione autentica che rendesse leggibile a tutti la nostra competenza, con un ragionamento giuridico valido. Questa norma non è ancora arrivata e noi non ci sentiamo tenuti a deliberare questo regolamento che abbiamo predisposto e messo a punto con grande cura”.

Amaro il commento del Presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo: “Questo è un giorno triste in Italia per il diritto d’autore perché a causa dell’inerzia dell’Agcom si è allargato lo “spreadtra legalità e pirateria su internet”. “L’incomprensibile dietrofront del Presidente Calabrò rispetto agli impegni pubblici da lui stesso presi in Senato e poi alla Camera dei Deputati lascia sgomenti – ha proseguito – Non avremmo mai creduto che un “uomo delle istituzioni” si lasciasse influenzare da cattivi consiglieri e dagli estremisti della rete che pretendono un web anarchico dove è possibile calpestare ogni forma di diritto”.

“Per due anni l’Agcom ha lavorato ad un provvedimento che rendesse efficace il contrasto alle piattaforme pirata che stanno distruggendo l’industria della cultura italiana – ha concluso Polillo – malgrado l’enorme lavoro e l’ampio consenso questa Autorità ha preferito non decidere dandola vinta a chi si arricchisce illegalmente con il nostro lavoro. Non lo diciamo solo noi: il report 301 del Governo USA conferma il nostro Paese nella watch list degli stati a più alto tasso di pirateria e contraffazione, puntando il dito sull’incapacità di adottare un regolamento tecnico per contrastare più efficacemente le violazioni della proprietà intellettuale sulle reti digitali. Per questo chiediamo con forza al Governo e alla prossima Autorità di mettere il tema al primo posto in agenda e potenziare il nostro sistema di risposta alla diffusione illegale di opere dell’ingegno”.

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