Eredità digitale, ecco i consigli di Altroconsumo

Instangram, Facebook, Twitter, Linked-In, Dropbox: parte della nostra vita è online. Ma cosa sarà di tutti i nostri documenti (e altro) digitali quando saremo defunti? L’argomento è di grande attualità tanto che Altroconsumo ha messo a punto uno speciale (che si può leggere qui)con l’aiuto di un notaio esperto di eredità digitali. Il presupposto è che le piattaforme online non sono tenute a fornire a parenti e amici le credenziali per accedere al profilo di un utente che non c’è più, dunque il modo migliore per assicurarsi che, dopo la morte, i nostri contenuti online siano gestiti in base alla nostra volontà, è scegliere una o più persone di fiducia.

L’Associazione ha fornito anche una serie di consigli. Eccoli:

– Lascia le tue password e credenziali a una o più persone di fiducia e scrivi di tuo pugno con carta e penna chiare istruzioni su cosa devono fare in caso di decesso: se distruggere tutti o alcuni dati, se consegnare qualcosa a qualcuno.
– Se cambi password, ricorda di aggiornare sempre le indicazioni anche per il fiduciario.
– Meglio non condividere le informazioni con il proprio partner. In caso di separazione o divorzio potrebbe commettere una scorrettezza e rendere la tua vita online piuttosto difficile.
– Avverti i parenti dell’esistenza dei tuoi asset digitali (ad esempio il conto online): gli faciliterai la vita al momento della successione ed eviterai che alcui beni vadano perduti.
– Per maggiore sicurezza comportati con i beni digitali come faresti con quelli materiali: per dare disposizioni in merito rivolgiti a un notaio.
– Ci sono dei servizi online (PassMyWill, Legacy Locker, Death Switch) che trasmettono le password alle persone indicate dall’utente dopo la sua morte. Poco affidabili, non li consigliamo. Una soluzione intermedia per gli utenti Google può essere rappresentata dalla Gestione account inattivo. In pratica, si può impostare un timeout, cioè un tempo compreso tra i 3 e i 18 mesi, trascorso il quale se l’account è risultato inattivo, scadrà. Si può anche chiedere a Google di avvisare fino a 10 contatti di fiducia della scadenza delll’account.

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