Internet, nell’UE solo 2% di famiglie abbonato a banda larga ultraveloce

I cittadini europei dispongono ormai di reti e servizi digitali di base, ma solo il 2% delle famiglie è abbonato alla banda larga ultraveloce (sopra i 100 Mb/s), mentre l’obiettivo UE è del 50% entro il 2020. Inoltre la metà dei cittadini dell’UE possiede competenze digitali scarse o inesistenti; nell’ultimo anno non è migliorato né il numero né il livello delle competenze degli utenti di TIC. E’ quanto emerge dalla valutazione dell’Agenda digitale pubblicata oggi dalla Commissione Europea.

Nel corso dell’anno la Commissione adotterà proposte di provvedimenti concreti rispondendo all’invito del Consiglio europeo di creare un mercato unico delle telecomunicazioni per risolvere i problemi che impediscono ai cittadini di beneficiare pienamente dei principali vantaggi della rivoluzione digitale in atto.

Neelie Kroes ha dichiarato: “Mi rallegro che oggi internet sia disponibile praticamente in tutta l’UE nella sua configurazione di base, ma non possiamo permetterci di restare indietro. Dai dati odierni emerge con chiarezza che il problema principale di quest’anno è stata la mancanza di investimenti nelle reti ultraveloci e che ancora non esiste un vero mercato unico delle telecomunicazioni. Il problema è chiaro e altrettanto chiara sarà la nostra risposta, che presenta un pacchetto di misure per il mercato unico delle telecomunicazioni.”

Ecco alcuni dei dati principali evidenziati nella valutazione dell’Agenda digitale della Commissione europea.

Progressi nella diffusione di internet:

  1. La banda larga di base è presente praticamente ovunque in Europa – le connessioni via satellite sono migliorate e contribuiscono a collegare il 4,5% della popolazione che non ha accesso alla banda larga di base su rete fissa. La Commissione si impegna a migliorare il ricorso al satellite laddove esso permetta di colmare le lacune residue.
  2. La banda larga veloce raggiunge oggi la metà della popolazione – il 54% dei cittadini dell’Unione dispongono della banda larga a velocità superiore a 30 Mb/s.
  3. L’accesso a internet è sempre più mobile – il 36% dei cittadini dell’Unione si connette a internet a partire da un computer portatile o da un dispositivo mobile (l’accesso a partire da cellulari è passato dal 7% del 2008 al 27% nel 2012). Nel giro di un solo anno è triplicata la copertura della telefonia mobile di quarta generazione (LTE) che è passata al 26%.

Aspetti problematici:

  1. Solo il 2% delle famiglie è abbonato alla banda larga ultraveloce (sopra i 100 Mb/s), ben al di sotto dell’obiettivo del 50% entro il 2020.
  2. La metà dei cittadini dell’UE possiede competenze digitali scarse o inesistenti – nell’ultimo anno non è migliorato né il numero né il livello delle competenze degli utenti di TIC. Il 40% delle imprese che assumono o cercano di assumere specialisti informatici hanno difficoltà e si prevede che il numero di posti vacanti per specialisti nelle TIC continuerà a crescere per raggiungere ben 900 000 posti entro il 2015. Per cercare di colmare questa lacuna la Grande coalizione per l’occupazione nel digitale, creata recentemente, avvierà azioni mirate.

Altri dati

  1. Sempre più persone utilizzano internet – la percentuale di cittadini dell’UE che non hanno mai usato internet è ormai in costante calo (è scesa di 2 punti percentuali al 22%); tuttavia circa 100 milioni di cittadini dell’UE non hanno mai usato internet perché sostengono che costa troppo, che non sono interessati o che non sanno farlo.
  2. Il 70% della popolazione oggi usa internet regolarmente almeno una volta la settimana, contro il 67% dell’anno scorso; tra le fasce sfavorite della popolazione il 54% usa internet regolarmente (rispetto al 51% dell’anno scorso).
  3. Nel 2012 i prezzi del roaming sono scesi, almeno di 5 eurocent, soprattutto dopo l’adozione del regolamento sul roaming il 1° luglio 2012.
  4. Il commercio elettronico è in costante crescita, ma non a livello transfrontaliero – il 45% dei cittadini usa internet per comprare beni e servizi (con un leggero incremento rispetto al 43% di un anno fa), ma ben pochi comprano all’estero.
  5. La maggior parte delle imprese e dei cittadini usa i servizi dell’amministrazione in linea – si tratta dell’87% delle imprese, mentre per i cittadini la percentuale è salita al 44% rispetto all’anno scorso (aumento in entrambi i casi di tre punti percentuali).
  6. Le spese per la ricerca sono leggermente aumentate nonostante i vincoli di bilancio. Gli investimenti pubblici in R&S nel settore delle TIC sono aumentati dell’1,8%, ossia di 122 milioni di euro, per arrivare a 6,9 miliardi di euro; sono aumentati anche gli investimenti privati nelle TIC, ma una crescita del 2,7% non è bastata a recuperare il calo dello scorso anno.

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