Internet, presentata la Carta Internazionale dei Diritti Digitali

Internet non è un media qualunque, ma è molto di più: entro la fine del 2014 saranno circa 3 miliardi le persone connesse in Rete ed oltre il 44% delle abitazioni del pianeta. Siamo di fronte ad una vera e propria “nazione” che si accresce sempre di più: ma quali sono i diritti, nuovi e vecchi, per i suoi abitanti?Ce lo dice la “Carta Internazionale dei Diritti Digitali” presentata oggi a Roma, nell’ambito della due giorni di Social Innovation Around.

La “Carta Internazionale dei Diritti Digitali”, presentata oggi all’ interno della due giorni Social Innovation Around – Idee alla luce del sole, organizzato da SIS (Social Innovation Society), disegna una nuova “costituzione digitale”. Questa prima carta universale dei diritti– con la presenza dell’UNESCO – è stata realizzata da SIS, Stati Generali dell’innovazione e Noi Donne di Telecom ed introdotta da Andrea Beccalli, Stakeholder Engagement Manager di ICANN, l’organizzazione impegnata nel mantenimento della sicurezza, della stabilità e dell’interoperabilità di Internet e da Simonetta Cavalieri, Presidente di SIS (Social Innovation Society).

“Sempre più avvertita –ha scritto la Presidente della Camera, Laura Boldrini, in un messaggio inviato per l’ apertura dell’ evento – è l’ esigenza di giungere all’adozione di una Carta dei diritti in internet: lo dimostra il moltiplicarsi di iniziative che come quella di Social Innovation Around, si pongono come obiettivo quello di difendere i principi fondanti della Rete e di tutelare i diritti degli utenti”.

La carta è costituita da 10 articoli che spaziano dal diritto alla partecipazione e alla padronanza simbolica, dalla tutela della persona digitale allo sviluppo dell’educazione e delle crescita sociale, passando attraverso creatività, innovazione e privacy, diritto alla sicurezza digitale e nuovo welfare digitale.

Fino ad oggi ci sono state numerose “carte dei diritti” che sostengono il libero accesso alle nuove forme di tecnologie digitali: Manifesto IFLA per Internet (2002), World Summit on the Information Society Ginevra (2003) Tunisi 2005, Dichiarazione dei diritti in Internet (2014). Tutte queste hanno in comune un approccio ed un punto di vista che si può definire “strumentale”. La Carta internazionale dei diritti digitali non considera il diritto di accesso allo strumento in sé (tecnologia, supporto, infrastruttura), ma piuttosto il tema dell’accesso come “partecipazione”, intesa come valore, diritto – ed anche, dovere – inalienabile che ha ogni cittadino di esercitare le proprie prerogative “politiche” e “sociali”.

Il testo della Carta, tradotto in più lingue, nel mese di ottobre 2014 è stata oggetto di una consultazione pubblica su WIKI che ha sollecitato i contributi di singoli e realtà collettive, non solo italiane, per meglio definirla.

 

Comments are closed.