“Redtube”, CEC denuncia: girano falsi solleciti per aver scaricato film a luci rosse

I falsi solleciti di pagamento arrivano via email e chiedono a presunti utenti di pagare oltre 3 mila euro per aver visto, apparentemente, qualche minuto di film a luci rosse sulla piattaforma Redtube.com, dalla quale si possono visionare in streaming estratti di film di questo genere. Le email contengono allegati con virus che mettono in pericolo la sicurezza del personal computer. Soprattutto, non sono veritiere, perché i solleciti di pagamento realmente inviati dallo studio legale arrivano per posta. A spiegare il caso è il Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia-ufficio di Bolzano, che negli ultimi giorni ha ricevuto numerose richieste di aiuto da parte di consumatori che ricevono via e-mail degli insoliti solleciti di pagamento apparentemente da parte dello studio legale Urmann e colleghi,  per aver visionato in streaming dei film a luci rosse. Gli importi richiesti sono appunto molti elevati, dai 3000 euro in su.

Cosa sta accadendo? Alcuni approfittatori stanno cercando di battere cassa e si sono inseriti in una vicenda che in Germania sta sollevando numerose polemiche. Qui infatti l’azienda svizzera “The Archive” ha incaricato uno studio legale di Ratisbona, ossia Urmann e Colleghi, di tutelare i diritti di autore di alcune pellicole prodotte, che potevano essere visionate in streaming, per qualche minuto o più su Redtube.com. La questione giuridica se vedere film via streaming leda il diritto d’autore o meno è oggetto di forte dibattito in Germania. Nonostante l’irrisolto dubbio giuridico, lo studio legale – quello vero – invia lettere, recapitate a mezzo posta, per far valere le pretesa del proprio cliente.

Spiega il CEC: “In questa situazione si sono inseriti con successo degli approfittatori: questi inviano, apparentemente a nome dello studio legale citato, dei solleciti di pagamento via e-mail con una descrizione alquanto dettagliata della situazione giuridica e la pretesa avanzata nei confronti del consumatori, solitamente importi molto alti. Solamente alla fine della e-mail il destinatario viene avvisato che per visionare i dati bancari e i recapiti deve aprire un allegato in formato zip. Purtroppo non tutti gli antivirus dei consumatori riconoscono il pericolo impedendo l’apertura dell’allegato: in esso si nasconde un virus o un trojan (anche detto cavallo di Troia). Chiunque riceva e-mail di questo tipo le deve quindi cancellare ed in nessun caso deve aprire l’allegato”. Accade poi che numerosi consumatori ricevano una seconda email, questa volta relativa a un presunto acquisto il cui importo non sarebbe stato pagato a causa di problemi con il metodo di pagamento Paypal. Se la prima e-mail non va a buon fine, ai consumatori ne viene dunque inviata una seconda, per una questione completamente diversa, nella speranza che qualcuno ci caschi e apra l’allegato.

A tutti i consumatori che ricevono via e-mail solleciti di pagamento con un allegato in formato zip, il CEC consiglia di non aprire l’allegato. I consumatori che dovessero invece ricevere via posta una “vera” lettera da parte dello studio legale Urmann e colleghi, possono contattare gli uffici dell’associazione per ulteriore consulenza inviando una e-mail a info@euroconsumatori.org oppure al numero 0471/980939. Attualmente però solo i consumatori residenti in Germania ne stanno ricevendo.

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