Postare stanca. Ovvero: voglio una vacanza senza social

Primo comandamento: disintossicarsi dallo smartphone. Secondo comandamento: non aprire il profilo Twitter. Terzo comandamento: dimenticarsi dell’esistenza di Facebook. Solo in questo modo ci si potrà davvero prendere una vacanza dal lavoro e dai gruppi WhatsApp dei colleghi, degli amici, della scuola, della palestra, del club di camminatori stanchi, dei fan di House of Cards e della scuola di cucina cui inavvertitamente ci siamo iscritti quando non ci andava di passare per la palestra. La vacanza alternativa ha un solo imperativo: farla senza social media.

Perché la vacanza sui social media è per molti, ma non per tutti. Richiede una mole di lavoro tale che al confronto la giornata in ufficio davanti all’ennesimo documento da tradurre dal burocratese all’italiano diventa una passeggiata. Pensateci bene: volete davvero vivere la vostra vacanza sui social? Prima di tutto dovete identificare una meta turistica che sia scenograficamente adatta all’obiettivo dello smartphone. E quindi mare e sole obbligatori, meglio se con un fondale ameno in grado di animare perfetti scatti fotografici all’alba e al tramonto; gente quanto basta; una buona pedicure con smalto fluorescente alle unghie dei piedi. Per quale motivo è presto detto: la fotografia da postare sui social deve obbligatoriamente contenere l’inquadratura dei propri piedi immersi nelle acque cristalline di un mare da sogno formato Maldive (anche se le Maldive finora le avete solo sognate: arrangiatevi con l’acqua di Sabaudia) e per inquadrare i propri piedi è necessaria una pedicure di salvezza, perfetta, colorata e all’ultima moda.

La meta turistica deve poi comprendere un ricco assortimento di pietanze, enogastronomia d’alto livello, roba da CarliCracchi o giù di lì. Perché su Instagram come su Facebook le fotografie del cibo vanno forte, sono un obbligo morale, sono la quintessenza del commentificio per gli amici – “Buonissimo! L’hai fatto tu? Grande cuoca! In quale ristorante stellato si mangia? Ah, è la trattoria fuori porta?” – quindi in una vacanza che si rispetti non ci si può esimere dal postare le foto delle prelibatezze che abbiamo (avete) cucinato con le vostre mani o che abbiamo (avete) acquistato a caro prezzo nel ristorante stellato di turno.

La vacanza deve essere piena di gente, questo è fuor di dubbio. La fotografia che posterete su Facebook deve essere scattata in modo tale da far vedere che voi, proprio voi, eravate attorniati da persone chic e alla moda, allegre come voi, tatuate più o meno quanto voi, pronte a condividere l’ennesimo selfie davanti al mega drink notturno, alla bevuta serale, al tuffo spettacolare, allo pseudo-vip incontrato per caso. Altrimenti chi potreste mai taggare sulle foto da caricare online? Serve quindi una cerchia di amici fidati, una tavolata imbandita, un look da fashion blogger. E tutto questo va imprescindibilmente correlato a un piccolo, innocuo commento riferito al collega che per sua sfortuna è rimasto in ufficio, o all’amico che quest’anno non può partire, con tanti saluti & baci perché nella fatica delle ferie vi siete ricordati di loro – avete un grande cuore, voi anime dei social.

La vacanza sui social media deve essere piena di fotografie. E farsi fotografare stanca. Se poi siete sufficientemente addentro a Twitter e magari lo usate per darvi un tono e commentare tutto quello che è di tendenza – che sia l’ingaggio del calciatore di turno, la polemica sociale, l’ultima ricerca di fisica quantistica o il rinnovato quesito esistenziale di cui non conoscente nulla tranne la vostra opinione sul tema – allora non potete staccare un giorno senza perdere l’hashtag di turno e sentirvi spaesati. Un giorno? Bastano due ore fuori dal gioco che si è fuori dal gioco, appunto. E questo in epoca social è imperdonabile.

Se davvero volete una vacanza sui social, preparatevi bene. Scegliete il luogo adatto e la compagnia giusta. Siate sempre pronti allo scatto. Non lesinate in selfie, mai. Siate sempre pronti alla battuta. Commentate i post degli amici in montagna. Scordatevi di crogiolarvi in un pigro dolce far niente, cullati dal mormorio del vento fra gli alberi, di fronte a un panorama di cui solo voi custodite i dettagli. Dimenticate eremi di montagna o isolotti sperduti. Dimenticate di voler dimenticare tutti per una settimana, un giorno o un’ora. Dovete restare connessi, always on, sempre pronti alla risposta e alla battuta. Fate questo lavoro, se davvero ci riuscite.

Perdete ogni speranza, voi ch’entrate nei meandri dei social anche quando siete in vacanza. Personalmente, declino l’invito. Se non mi trovate su Facebook, probabilmente sono talmente snob da non essermi ancora iscritta. Se non trovate i miei nuovi lanci su Twitter, quasi certamente sono talmente eccentrica da volermi concedere una pausa esistenziale dallo smartphone. Se non trovate la mia faccia fra i selfie degli amici, è quasi certo che io ero dall’altra parte a scattare la foto. Se non mi trovate per qualche giorno, insomma, non preoccupatevi più di tanto. Magari sto solo guardando l’orizzonte dal balcone di casa, oppure sto giocando con le costruzioni, oppure sto passeggiando in riva al mare. Ma il castello di sabbia che ho appena tirato su no, proprio non ve lo posto. Anche perché non ho avuto ancora il tempo di mettere lo smalto fashion.

 

@sabrybergamini

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