Roaming, Adiconsum: no alla proroga dello stop

Gli interessi dei consumatori non vengono presi in considerazione: è l’obiezione che si leva alla notizia che il Governo italiano chiederà di rinviare lo stop al roaming e alle tariffe extra pagate nell’Unione per le telefonate e internet mobile, rinvio che doveva scattare per la fine del 2015, venendo incontro in questo modo alle richieste dell’industria delle telecomunicazioni. Il caso è esploso ieri e naturalmente non è passato inosservato alle associazioni dei consumatori. Oggi protesta Adiconsum.

Il Governo italiano, sfruttando la presidenza dell’Unione europea, ha chiesto di rinviare l’abolizione del roaming in Europa, la possibilità cioè per tutti i consumatori  europei di usare il proprio cellulare in tutti i Paesi membri con una tariffa equiparata a quella domestica, secondo il cosiddetto principio del “roam like at home”. Non solo. Adducendo a preoccupazioni di “alcuni stati membri”, ricorda Adiconsum, sta lavorando ad un testo in cui chiede di applicare la tariffa “roam like at home” solo a determinati  volumi di traffico, superati i quali dovrebbe essere riapplicata l’attuale tariffa di roaming. “Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, presidente nazionale – manifesta la propria contrarietà a quanto richiesto dal governo italiano. L’abolizione del roaming metterebbe fine, infatti, all’emissione di bollette gonfiate dovute all’uso del telefono in stati europei differenti dal proprio e realizzerebbe anche un mercato unico delle telecomunicazioni. Prima di fare proposte – conclude Giordano – il Governo italiano dovrebbe consultare tutte le parti interessate. È evidente che nel testo predisposto per essere sottoposto al Consiglio UE, gli interessi dei consumatori italiani ed europei non sono presi in considerazione, mentre si difendono gli interessi di pochi”.

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