Safer Internet Day 2019: scuola e famiglia alleati nella lotta ai cyberbulli

“Contro il cyberbullismo una nuova alleanza tra scuola e famiglia”. Anche quest’anno l’Italia celebra il Safer Internet Day (#SID2019), la Giornata mondiale per la sicurezza online istituita e promossa dalla Commissione Europea. In contemporanea con altri 100 Paesi, dibattiti, eventi e gare di idee animeranno la Giornata allo scopo di educare i ragazzi ad un corretto uso della Rete e dire “no” al bullismo e al cyberbullismo. L’evento principale del’#SID2019 si terrà domani, 5 febbraio, al MiCo di Milano. Ci saranno il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, e il Ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana. Ancora: la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Filomena Albano, e il Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Nunzia Ciardi.

Eventi e iniziative si terranno anche nelle scuole secondarie di tutta Italia sotto l’egida di Generazioni Connesse (consultabili nella sezione online: https://www.generazioniconnesse.it/site/it/safer-internet-day/).

Sono i ragazzi tra i 13 e i 18 anni, infatti, quelli potenzialmente più esposti ai pericoli della Rete. In particolare 7 adolescenti su 10 sono sui Social già a meno di 14 anni. E sempre circa 7 su 10 almeno una volta si sono imbattuti in un amico “inesistente”. Sono alcuni dei dati che emergono dalla ricerca realizzata da Generazioni connesse che sarà presentata proprio a Milano. Nel corso della mattinata, sempre a Milano, saranno anche diffuse le nuove “Linee guida per l’uso positivo delle tecnologie digitali e la prevenzione dei rischi nelle scuole”, dedicate in particolare agli operatori che collaborano con le scuole.

“La tecnologia deve essere un’alleata dell’apprendimento e della crescita dei nostri giovani”, spiega il Ministro Marco Bussetti. “Come MIUR siamo impegnati in prima linea per educare gli studenti a un uso consapevole e corretto di Internet e dei nuovi dispositivi tecnologici. Si tratta di componenti della loro quotidianità, devono imparare a riconoscere opportunità e pericoli, diritti e doveri legati al loro utilizzo. Dobbiamo guidarli in questo percorso di conoscenza. Solo così possiamo prevenire fenomeni come il cyberbullismo e costruire società giuste, dentro e fuori la Rete”.

“È importante”, sottolinea il Ministro Lorenzo Fontana, “che i giovani siano fruitori consapevoli di Internet e dei Social media. E che i genitori siano in grado di guidarli nel loro utilizzo e di riconoscere eventuali segnali di disagio.

Insegnare il valore della privacy, aiutare a proteggere i profili con password complesse, senza mai rinunciare al dialogo e all’educazione. Sono questi alcuni degli accorgimenti che possono essere intrapresi dai singoli utenti per proteggere i minori che vivono ormai gran parte della propria vita sul web.

“Con l’aumento della digitalizzazione delle nostre vite, aumentano anche i pericoli del web e ad esserne colpite sono in particolare tutte le categorie più fragili, come ad esempio quella dei bambini”, dichiara Hassan Metwalley, founder di Ermes Cyber Security, startup nata come spin-off del Politecnico di Torino specializzate nella difesa delle aziende da parte dei pericoli legati ai Web Tracker. “Giornate come il Safer Internet Day ricordano a tutti che la costruzione di una rete più sicura dovrebbe essere un obbligo morale di tutte le realtà coinvolte, dalle aziende alle istituzioni. I ragazzi di oggi passano in media quasi 3 ore al giorno sul web e nel 2019 non è più possibile parlare di una vera separazione tra realtà e virtualità: ciò che viene fatto sul web ha ripercussioni enormi nella vita reale e viceversa”.

I genitori possono fare molto per limitare i rischi della rete e aiutare i minori, bambini ma anche adolescenti, a vivere delle esperienze positive su Internet”, commenta lo psicoterapeuta Alberto Rossetti. “Un minore può certamente possedere ottime competenze di tipo tecnico, ma è l’adulto che con la sua esperienza di vita può aiutarlo a orientarsi all’interno di un mondo così vasto e complesso. Non bisogna dunque avere paura di sedersi vicino a un figlio per farsi spiegare come funzionano alcuni social network. Allo stesso tempo, però, è necessario che il genitore aiuti il ragazzo ad usare in maniera consapevole e critica quelle piattaforme”.

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