Sharing economy: Parlamento UE chiede linee-guida

L’economia della condivisione ha bisogno di linee guida adeguate per evitare che lo sviluppo delle “zone grigie” impediscano al settore di crescere nel modo giusto, nel rispetto della concorrenza, dei diritti dei lavoratori e degli obblighi fiscali. A sottolinearlo è stato il Parlamento Ue.

L’economia “collaborativa” spazia ormai dai servizi alberghieri (come Airbnb) agli spostamenti in automobile (come Uber), passando per i servizi domestici. Secondo un sondaggio del 2016 dell’Eurobarometro, si stima che il 17% dei consumatori abbia utilizzato i servizi forniti dall’economia collaborativa e il 52 % sia a conoscenza dei servizi offerti. Il principale settore dell’economia collaborativa è quello della condivisione dell’alloggio, sulla base del commercio generato, mentre i trasporti condivisi lo sono in termini di entrate generate dalle piattaforme.

Tra le raccomandazioni approvate dai deputati, sul fronte dei fornitori dei servizi figura la necessità di individuare criteri effettivi per distinguere tra “pari” (peer-to-peer), ovvero i cittadini che forniscono un servizio su base occasionale, e “professionisti”, con principi a livello UE e soglie a livello nazionale (ad esempio basate sul reddito).

Quanto ai consumatori, essi devono essere informati sulle regole che si applicano a ciascuna transazione e sui loro diritti. Le piattaforme collaborative, dice il Parlamento, dovrebbero prevedere sistemi efficienti per le procedure di denuncia e risoluzione delle controversie

Compito della Commissione poi dovrebbe essere quello di chiarire ulteriormente e quanto prima i regimi di responsabilità da applicare alle piattaforme di collaborazione.

Fondamentale sarà la garanzia di condizioni di lavoro eque e protezioni sociali adeguate a tutti i lavoratori dell’economia collaborativa. I lavoratori dovrebbero essere in grado di beneficiare della portabilità delle valutazioni e recensioni ricevute online, che rappresentano il loro valore nel mercato digitale

Secondo i deputati, un regolamento che disciplini tale settore non dovrebbe comunque limitare le potenzialità dell’economia collaborativa. Inoltre, criticano le regolamentazioni imposte da alcune autorità pubbliche volte a limitare la quantità di alloggi turistici offerta dall’economia collaborativa.

Una strategia europea sull’economia collaborativa è indispensabile. L’obiettivo deve essere quello di evitare che regole diverse si applichino a servizi analoghi tra economia tradizionale e collaborativa, sia per quanto riguarda l’accesso al mercato sia per quanto riguarda il prelievo fiscale, garantendo così una concorrenza leale tra operatori online e offline nonché tra questi e i cosiddetti prosumers”, ha dichiarato il relatore Nicola Danti (S&D, IT).

 

Notizia pubblicata il 15/06/2017 ore 17.06

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