Bip Mobile, Consumatori in aiuto degli utenti

Le Associazioni dei consumatori continuano ad occuparsi del clamoroso black-out della compagnia telefonica Bip Mobile, che ha lasciato senza linea telefonica oltre 220.000 utenti tra il 30 e il 31 dicembre, senza alcun preavviso. Al di là del rimpallo di responsabilità tra la compagnia telefonica ed il fornitore del traffico dati (Telogic, a sua volta rifornita da H3G), molto scarsi sembrano i margini per una ripresa dell’attività da parte dell’operatore telefonico, che ha riferito di un probabile concordato e di essere già soggetto a pignoramenti e sequestri da parte di fornitori.

Che fare dunque? Il consiglio della Casa del Consumatore è di intimare per iscritto a Bip Mobile, oltre al risarcimento dei danni materialmente subiti, l’indennizzo dovuto (10 euro al giorno) per l’interruzione del servizio e l’esecuzione delle operazioni di portabilità del numero e di trasferimento del credito residuo.

La Casa del Consumatore ha predisposto un’apposita e specifica intimazione da mandare alla società. Inserendo i propri dati è possibile crearla da soli in pochi click; sarà poi l’associazione ad inviarla via posta elettronica certificata a Bip Mobile. L’associazione consiglia inoltre, se si vuole riacquisire una linea, di passare ad un’altra compagnia telefonica, chiedendo la portabilità del numero ed il trasferimento del credito per traffico residuo. Queste due richieste devono essere fatte espressamente al momento della stipula del contratto col nuovo operatore telefonico. Per maggiori informazioni potete contattare la Casa del Consumatore.

Le problematiche relative alla vicenda di Bip Mobile hanno fatto emergere due aspetti: la mancanza di regole di carattere normativo e la mancanza di tutela dei consumatori nei confronti di tali operatori. Spiega Pietro Giordano, presidente nazionale Adiconsum: “La vicenda di Bip Mobile ha evidenziato che, nel caso dei 32 operatori virtuali presenti nel nostro Paese, i quali contano circa 4,8 milioni di clienti con una quota di mercato del 4,9%, i servizi rivolti al consumatore vengono forniti, oltre che dall’operatore mobile che fornisce la rete, anche da altre società senza che il consumatore ne sia minimamente informato, col risultato che in presenza di serie problematiche finanziarie scatta lo ”scaricabarile” tra gli operatori e, a rimetterci, sono sempre i consumatori. Oltre a risolvere il caso specifico di Bip Mobile – prosegue Giordano – occorre trovare regole che garantiscano una maggiore tutela dei consumatori nei casi di operatori virtuali”. L’associazione chiede all’Autorità garante per le comunicazioni, che ha convocato le Associazioni Consumatori per la prossima settimana, di rivedere complessivamente le delibere che regolamentano la fornitura di servizi da parte di operatori virtuali.

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