Confconsumatori: telefono e internet disattivati senza consenso, risarcito cittadino

Telefono e internet disattivati senza consenso perché un altro utente aveva chiamato una compagnia telefonica concorrente dicendo che il numero era suo e che voleva cambiare operatore: è la vicenda accaduta a un cittadino di Pisa che si è trovato da un giorno all’altro senza telefono né internet. Il giudice ha condannato la compagnia telefonica dell’utente, risarcendo sia il danno patrimoniale che il cosiddetto danno esistenziale.

Un’altra importante vittoria ottenuta dalla Confconsumatori Pisa, che rende noto il caso. Secondo il giudice la compagnia con la quale era abbonato il cliente ha violato i principi di buona fede nel rapporto contrattuale e quelli di correttezza e trasparenza nei confronti del consumatore ex L. 281/98. Ha, infatti, privato il cliente del servizio, basandosi sulla semplice richiesta di una parte terza al rapporto contrattuale.

“A chiunque – commenta Giovanni Longo, legale di Confconsumatori Pisa che ha difeso in giudizio l’associato – può realmente accadere di ritrovarsi da un giorno ad un altro privo del collegamento telefonico ed internet, senza aver dato il proprio espresso consenso. Infatti, in questo caso la compagnia telefonica ha ceduto, con disarmante leggerezza ed ingenuità, l’utenza ad un altro gestore telefonico, per il semplice fatto che questi ne aveva fatto richiesta. Di fatto, – spiega Longo – a prescindere dagli obblighi ed automatismi gravanti ex lege nel rapporto con gli altri gestori telefonici, la compagnia non ha effettuato alcuna verifica circa l’effettività del consenso del cliente alla attivazione del servizio con un’altra compagnia, pur potendo provvedervi agevolmente”. Il giudice ha condannato la compagnia telefonica a cui era intestata l’utenza al risarcimento sia del danno patrimoniale sia di quello esistenziale.

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