Osservatorio: cellulari, la Ue punta al roaming a costo zero

Con la diffusione degli smartphone è cresciuto notevolmente il numero di italiani collegati ad una connessione internet h24. Per mezzo di app, sistemi di messaggistica, foto, video e browser Internet è cambiato notevolmente il nostro approccio sia alla comunicazione che ad alcune delle consuete attività quotidiane. Per utilizzare al massimo il proprio device senza spendere una fortuna è possibile porre le migliori tariffe con cellulare incluso a confronto in modo tale da individuare velocemente la più vantaggiosa per ciascuno.

 

Il “roaming zero” è da tempo uno degli obiettivi dell’Unione Europea, che mira ad abbattere i costi delle chiamate tra cellulari da un Paese all’altro, equiparandoli alle tariffe nazionali. Per il momento non è così: chi viaggia all’estero spende cifre spropositate, non soltanto per effettuare chiamate ma anche per riceverle. L’obiettivo di Bruxelles è raggiungere l’allineamento dei costi delle chiamate internazionali e nazionali entro il 2015: lo scorso primo luglio si è assistito ad una riduzione delle tariffe di roaming, il cui tetto massimo è sceso da 0,49 a 0,35 centesimi al minuto (iva esclusa) per le chiamate inviate, e da 0,15 a 0,11 per le chiamate ricevute. Ma la strada per il “roaming a costo zero” è ancora lunga.

 

Per accelerare i tempi di azione della Ue, i Socialisti e Democratici al Parlamento europeo (S&D) in dicembre hanno scritto una relazione parlamentare sulla questione: “Gli operatori delle telecomunicazioni mobili beneficiano pienamente del mercato unico, ma i consumatori non hanno visto nessun miglioramento di prezzi o servizi – ha detto l’autore della relazione, l’eurodeputato lussemburghese Robert Goebbels -. Nel caso dei costi del roaming i miglioramenti sono troppo lenti”.

 

In un seminario sul roaming organizzato dalla commissione industria, energia e telecomunicazioni del Parlamento europeo, l’eurodeputata olandese S&D Judith Merkies ha rilanciato il tema: “Dov’è il mercato interno europeo del digitale? – ha chiesto -. I clienti lo vogliono, la tecnologia lo permette ma la legislazione è rimasta indietro. Ad agosto 2010 la Commissione ha appoggiato l’obiettivo di ridurre la differenza tra le chiamate in roaming e quelle nazionali a quasi zero entro il 2015. Ma ora sembra essersene dimenticata.

 

Qualche novità sulle tariffe di roaming potrebbe arrivare il prossimo 28 febbraio, quando la commissione industria, ricerca e telecomunicazioni al Parlamento europeo voterà sulla revisione del regolamento sul roaming per le reti mobili di telecomunicazioni all’interno dell’UE. Nel frattempo, i consumatori che vogliono risparmiare sui costi del proprio cellulare possono trovare un valido aiuto nel servizio di confronto cellulari di SuperMoney, l’unico portale in Italia certificato da Agcom per la trasparenza e la correttezza del servizio, che permette di confrontare le tariffe cellulari di tutti gli operatori sul mercato e di trovare quella più adatta alle proprie esigenze.

 

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