Osservatorio: crescono vendite smartphone, vecchi cellulari vanno in pensione

Nonostante gli italiani si definiscano sempre più come risparmiatori intenzionati a mettere da parte il più possibile delle entrate mensili, a causa di una scarsissima fiducia nei confronti del futuro, essi non rinunciato all’oggetto-simbolo della nostra era: lo smartphone. Per poter risparmiare senza privarsi del telefonino si rivolgono allora alla rete, dove è possibile confrontare gli abbonamenti cellulare incluso e appropriarsi dell’oggetto del desiderio pur contenendo le spese.

Sembra, infatti, che la crisi economica non abbia per niente interessato il settore dei cellulari e in particolare quello della vendita degli smartphone che nel primo semestre di quest’anno ha raggiunto quota 650 milioni di dispositivi con un incremento del 50% di utenti mobile. Dati estremamente positivi, a svantaggio però dei vecchi e cari cellulari tradizionali, che sembrano essersi ormai rassegnati alla via della pensione.

A fare il punto della situazione sono i dati dell’ultimo rapporto Gfk relativo al primo semestre di quest’anno: stando a quanto emerso da questi dati, sarebbero in netto aumento i consumatori che in Occidente orientano le loro scelte di acquisto verso lo smartphone al posto del tradizionale telefono cellulare, tanto che la presenza in questo segmento di mercato è diventata ormai un’esigenza imprescindibile per tutti i produttori di telefonia. Secondo il rapporto Gfk, sembra in particolare che la fascia di prezzo superiore ai 150 euro rappresenti ormai oltre l’80% delle vendite.

“In Italia secondo le stime a fine anno ci saranno 32 milioni di smartphone -dice a Ign, testata on line dell’Adnkronos Andrea Rangone Responsabile Osservatori ICT del Politecnico di Milano-, mentre raggiungeremo quota 45 milioni nel 2015 sempre secondo le previsioni. E’ un oggetto che consente delle operazioni sempre più complicate, ed è per questo che è sempre più diffuso. Ci permette di usare quegli spazi di tempo che altrimenti sarebbero inutilizzabili. Possiamo utilizzarlo mentre siamo in sala d’aspetto per la visita medica, in autobus, in treno, diciamo ‘on the road’. Certo ancora gli acquisti via telefonino rappresentano una nicchia rispetto al commercio via Pc. E in effetti con gli smartphone vengono effettuati semplici acquisti di biglietti del teatro, cinema e aste su e-bay. Con il Pc vengono fatti gli acquisti più grandi”.

La crescita nei dati relativi alle vendite ha interessato però oltre agli smartphone, anche il commercio su tablet. Prosegue infatti Rangone: “Contiamo che a fine 2012 saranno tre milioni i tablet in Italia, mentre sempre secondo previsioni si arriverà a dodici milioni di tablet nel 2015 anche perché stanno diventando sempre più piccoli e con un costo sempre più basso”.

A risollevare le sorti dei cellulari tradizionali intervengono tuttavia i Paesi in via di sviluppo, dove questi sono ancora considerati una risorsa; resta comunque il fatto che le vendite di smartphone, anche in questi paesi, non sembrano intenzionate ad arrestarsi: “Nei primi otto mesi di quest’anno la crescita è stata del 15% – spiega Alessandro Bardi, Business Director-divisione Digital di GfK Retail and Technology Italia -. La regione che in assoluto ha la frequenza più veloce è l’Africa con una crescita degli smartphone pari al 33%, l’Asia è a + 13% – in particolare la Cina e l’India – poi c’è il Middle East con un aumento del 15-16%”.

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