Supermoney: roaming extra Ue, un salasso

In Europa le tariffe roaming sono in calo, ma se si viaggia nei paesi extra Ue l’uso del cellulare rischia di essere un salasso perché i costi sono aumentati. E’ quanto evidenzia uno studio di Supermoney che sottolinea come chi va all’estero può andare incontro a spese spropositate pur di  non rinunciare allo smartphone.  Il sito ha  analizzato i costi medi delle tariffe roaming per chiamate, sms e traffico web, mettendoli a confronto con i prezzi dello scorso anno. Risultato? In Europa i prezzi sono in calo grazie all’Eurotariff, mentre per i paesi extra Ue si registra una tendenza al rialzo. “Per evitare spese spropositate, è fondamentale prima della partenza sottoscrivere i pacchetti roaming offerti dalla propria compagnia telefonica”, spiega Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney. Per chi vuole evitare sorprese, ecco qualche utile consiglio: “Una volta oltrepassati i confini nazionali meglio disattivare il traffico dati e sfruttare il wi-fi, utilizzando applicazioni Voip e di messaggistica istantanea per comunicare con l’Italia. Un’altra pratica soluzione è procurarsi una sim di un operatore locale, che in quasi tutti i Paesi si può acquistare per pochi euro e utilizzare con il proprio cellulare”.

Lo studio prende in considerazione il costo medio delle tariffe roaming applicate dai principali operatori telefonici attivi in Italia per differenti destinazioni: Europa, Stati Uniti, Viaggio esotico (India, Cina, Australia, Brasile, Thailandia…) o Safari (Tanzania, Africa Nera…).

L’introduzione dell’Eurotariff ha ridotto i prezzi di sms, chiamate e traffico internet in tutti i paesi Ue. Per chi ha in programma una vacanza extra Ue, al contrario, le notizie non sono confortanti: rispetto allo scorso anno, infatti, i prezzi medi sono aumentati fino a raddoppiare in alcuni casi. Emblematico il caso degli USA: nel 2012, 1 MB di internet costava in media 5,10 euro, che oggi si sono trasformati in 11,89 euro. Lievitati anche i costi di sms (da 0,36 euro a 0,51 euro), chiamate in uscita (da 1,34 a 1,99 euro/minuto) e telefonate in entrata (da 0,88 a 1,23 euro/minuto). Per una vacanza esotica il costo di un sms è passato da 0,75 euro a 0,81 euro, le chiamate in uscita da 2,75 euro/minuto a 3,01 euro/minuto, quelle in entrata da 1,85 euro al minuto a 1,98 euro/minuto, le tariffe al megabyte da 11,95 euro a 16,35 euro.

Il portale ha preso in considerazione quanto possono arrivare a spendere nel 2013 due diversi profili di utenti, il viaggiatore “low cost” e il viaggiatore “business”, in base alla destinazione della loro vacanza. Il viaggiatore “low cost” è quello che cerca di limitare le spese, utilizzando il cellulare solo per lo stretto indispensabile. Rispetto al 2012, il viaggiatore low cost spende meno dell’anno scorso se la destinazione della vacanza è un Paese europeo (6,50 euro al giorno, contro i 10 euro del 2012). Se la meta del viaggio sono gli Stati Uniti, invece, la spesa media raddoppia, passando dai 58 euro al giorno del 2012 ai 131 euro attuali. Per una vacanza esotica (India, Cina, Thailandia, Australia…) si arrivano a spendere 182 euro (erano 134 nel 2012), mentre per una vacanza Safari, per esempio in Tanzania, il salasso può arrivare a 268 euro (contro i 227 euro dello scorso anno). I costi del traffico dati sono, in tutti i casi, quelli che più incidono sulla spesa finale. Il viaggiatore “business”, che utilizza intensamente il telefonino anche in vacanza,  in Europa spende sui 14 euro al giorno (ben 10 in meno rispetto al 2012), che diventano 278 euro circa per un viaggio negli Stati Uniti (138 euro nel 2012), 391 euro per la vacanza esotica (erano 313) e 579 euro nel viaggio Safari  (534 euro nel 2012).

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