Teleselling scorretto, pioggia di multe da Antitrust

Il 2015 si è chiuso con una raffica di multe alle compagnie telefoniche per teleselling scorretto. Le sanzioni inflitte dall’Antitrust sono a carico di Fastweb (75mila euro), Vodafone (100mila euro) e Telecom (100mila euro). La pratica scorretta messa in atto dagli operatori e segnalata dalle Associazioni dei consumatori ha riguardato la conlcusione di contratti di telefonia fissa e/o mobile via telefono, senza una conferma scritta da parte del consumatore, in violazione dei suoi diritti previsti dal Codice del Consumo. In particolare a denunciare il comportamento scorretto di Fastweb è stato il Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti. La condotta illecita ha riguardato tutti i servizi di telefonia commercializzati da Fastweb, fissa, mobile e dati anche in abbinamento tra loro (triple play) e della circostanza che la condotta è stata posta in essere in un contesto di prima applicazione della nuova disciplina introdotta nel codice del consumo dal Decreto Legislativo 21/2014 di attuazione della Direttiva 2011/83/UE.

Sempre il Crtcu, insieme a Cittadinanzattiva, hanno segnalato lo stesso comportamento scorretto da parte di Vodafone.

Per quanto riguarda Telecom, il 2015 si è chiuso con un doppio procedimento sanzionatorio: oltre alla multa di 100mila euro per teleselling scorretto, l’Antitrust ha irrogato una sanzione complessiva di 28 milioni di euro, per un’intesa restrittiva della concorrenza in violazione dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, a carico di 7 società: Alpitel, Ceit Impianti, Sielte, Sirti, Site, Valtellina e Telecom Italia.

L’accordo ha riguardato il coordinamento, tra il 5 luglio 2012 e l’1 febbraio 2013, delle offerte economiche e di altre condizioni contrattuali nelle procedure per la selezione dei fornitori predisposte dalle società Wind e Fastweb; nonché quello sulle informazioni relative all’erogazione dei servizi di manutenzione correttiva (cosiddetta assurance). Questa attività viene effettuata per ripristinare il servizio in caso di guasti segnalati dai clienti finali o per malfunzionamenti della rete, a cui Telecom consente di accedere agli operatori telefonici alternativi (OLO).

A giudizio dell’Antitrust, le condotte lesive della concorrenza consistono nella determinazione coordinata delle condizioni economiche contrattuali e delle informazioni trasmesse al regolatore, con l’obiettivo di limitare il confronto competitivo e prevenire l’evoluzione delle forme di erogazione disaggregata dei servizi tecnici accessori. Questo avveniva in un periodo di evoluzione delle modalità di erogazione dei servizi di manutenzione correttiva che avrebbero potuto determinare una maggiore disintermediazione del servizio.

In particolare, l’istruttoria ha permesso di accertare l’esistenza di incontri e contatti tra le imprese sanzionate, volti a concordare le offerte economiche da presentare a Wind Telecomunicazioni e Fastweb per il servizio disaggregato di manutenzione correttiva end-to-end e, in generale, a condividere un piano di comunicazione univoca relativo alle condizioni di erogazione del servizio. Secondo l’Agcm, inoltre, le condotte esaminate erano idonee ad alterare gli incentivi degli OLO e degli stakeholder, pregiudicando la concorrenzialità del mercato.

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