Vodafone, in arrivo aumenti fino al 77%. AACC denunciano poca trasparenza

In un momento di pesante crisi, Vodafone aumenta le tariffe (fino al 77% per alcuni profili), infischiandosene delle difficoltà che affrontano i consumatori e cercando di camuffare gli aumenti con altre promozioni. La denuncia arriva da Federconsumatori e Adusbef che riprendono un articolo di Repubblica del 4 novembre, in cui sono illustrati i rincari che Vodafone sta lanciando da oggi alla fine dell’anno sotto forma di rimodulazione tariffaria di una decina di profili. Per alcuni l’aumento raggiunge il  77 %.

La cosa ancora più grave è la modalità con cui l’azienda comunica ai propri clienti le “novità”: utilizza espedienti  poco chiari e poco trasparenti che trasformano l’obbligo informativo in una vera e propria promozione premio a vantaggio del consumatore, camuffando i reali contenuti della nuova rimodulazione tariffaria (e nuovo rapporto contrattuale). Insieme all’aumento viene dato grande risalto alla promozione dell’offerta “Free Sunday Tutti”, ad esempio, che i clienti oggetto di rimodulazione della tariffa possono attivare gratuitamente per  parlare gratis  senza limiti con tutti i numeri di rete fissa e mobile ogni domenica per 12 mesi. Ma così l’azienda offusca che negli altri giorni della settimana il costo delle telefonate aumenta in modo sconsiderato. Ad esempio per Vodafone Simply la chiamate verso tutti passano da 15,1 cent/min (con scatti di 30’’) a 18,9 cent/minuto (con scatti di 60’’) e gli Sms passano da 15,1 cent a 17,9.

Vodafone informa i propri clienti con un Sms ingannevole che recita: “Dal 05/11 Vodafone aggiorna il tuo piano tariffario. Inoltre ogni domenica chiami gratis tutti i numeri. Chiama 42593 per attivare la promo, info e recesso gratis”.

Federconsumatori ricorda che la normativa prevista da Antitrust e Agcom nei casi di repricing impone all’operatore telefonico l’obbligo di informare preventivamente la clientela coinvolta dal mutamento delle condizioni economiche, concedendo agli utenti il diritto di recedere senza penale e costi di disattivazione (art. 70 comma 4 del Codice delle comunicazioni elettroniche). Tale informativa alla clientela deve essere effettuata con un preavviso non inferiore a 30 giorni indicando le nuove condizioni economiche, la data di entrata in vigore (“a partire da..”), le modalità per esercitare il diritto di recesso. Insomma le informaizoni devono essere chiare e complete.

Non a caso le operazioni di repricing e le relative modalità di comunicazione sono state già oggetto di alcuni procedimenti da parte delle Authority. Anche perché la generica informazione su organi di stampa e/o sul sito non può essere considerata quale adempimento agli obblighi regolamentari che richiedono una specifica notifica al cliente tramite Sms o fattura. Adusbef e Federconsumatori, nello stigmatizzare comportamenti poco trasparenti di Vodafone, chiedono che Antitrust ed Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni intervengano per evitare stangate tariffarie incompatibili con la drammatica crisi che interessa le famiglie.

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