Canone Rai nella bolletta elettrica, Aduc: non si combatte così l’evasione

Canone Rai nella bolletta elettrica? L’idea di inserire all’interno della bolletta elettrica – già di per sé cara – il pagamento dell’abbonamento alla tv pubblica è tornata prepotentemente sulla scena insieme ai nuovi vertici Rai che devono affrontare e risolvere l’attuale evasione stimata in 5-600 milioni. Siamo sicuri – si chiede l’Aduc – che questo sia il metodo giusto per far ‘digerire’ agli italiani la tassa più odiata? Secondo l’Associazione no e per due motivi.Innanzitutto – spiega – mentre oggi l’imposta viene pagata in forma unica per ogni nucleo famigliare anagrafico indipendentemente dai domicili in cui abitano i vari componenti, con il balzello nella bolletta elettrica le ingiustizie aumenteranno a meno che non vengano concepiti articolatissimi, burocraticissimi -praticamente impossibili- sistemi di attribuzione delle aliquote, sistemi il cui costo di gestione farebbe rimpiangere quelli attuali: e’ presumibile, infatti, che questo balzello sia in ogni bolletta, incluse, quindi, quelle dei condomini, dei box per vario utilizzo, delle seconde case, dei negozi, degli uffici (da poco liberati dal pagamento dell’imposta per il possesso di un pc), cioe’ tutta una serie di soggetti che con il possesso di un apparecchio tv non c’entrano nulla e che, spesso, si troverebbero a pagare il balzello piu’ di una volta;

In secondo luogo, una volta riscosso il balzello, l’Erario dovrebbe riceverlo dalle centinaia di gestori (che spuntano ogni giorno come funghi) che attualmente erogano il servizio elettrico nel mercato libero. Siamo sicuri che la gestione della riscossione (ritardi, insoluti, etc) non sara’ cosi’ costosa da inficiarne il presunto vantaggio?

Secondo l’Aduc il problema va risolto alla radice e si dovrebbe procedere a una riforma del servizio pubblico d’informazione e intrattenimento. E, di conseguenza, una razionalizzazione degli attuali mostruosi costi che, portati ad un livello piu’ consono alle attuali tecnologie e all’attuale mercato dell’informazione, sarebbero molto piu’ contenuti e renderebbero, di conseguenza, meno problematico il drenaggio attraverso una fiscalita’ diffusa.

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