Compensi Rai, UNC: cifre spropositate

“In un momento in cui crolla il potere d’acquisto dei consumatori e le famiglie vivono una fase di deprivazione sono indecorosi i compensi di alcuni personaggi televisivi e il costo di format spacciati per nuovi, ma che, sinceramente, non ci sembrano neanche così originali”. Questo il commento di Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori  in merito alle cifre che circolano su alcuni programmi televisivi della Rai. Dona si dice per niente rassicurato dalla “presa di distanza del Direttore generale Luigi Gubitosi che, proprio in relazione al ‘milione a puntata’ di investimenti per il programma ‘The voice’, ha dichiarato di ‘non essere al corrente di tutto ciò che accade all’interno della sua azienda’; ma allora: chi avrebbe dovuto  saperlo?”. L’auspicio – conclude Dona – è che la dirigenza voglia dare al più presto spiegazioni di una decisione che va contro i piani aziendali che lo stesso Gubitosi ha annunciato, ma soprattutto che grava sulle tasche degli italiani che, dalla televisione pubblica, vorrebbero ben altro servizio e soprattutto molta più trasparenza.

Un commento a “Compensi Rai, UNC: cifre spropositate”

  1. ANTONIO DIOMEDE ha detto:

    INDAGINI DI ASCOLTO RADIOFONICHE
    (Tavolo tecnico dove di giocano 500 milioni di euro – l’AGCOM ha accettato di invertire la rotta)
    Il Tavolo tecnico di ieri, 7 marzo 2013, sulle indagini di ascolto radiofoniche, istituito dall’Autorità a seguito del fallimento di Audiradio, del quale fanno parte RAI, Reti nazionali e Associazioni delle radio locali ha preso atto della legittimità della richiesta della REA mirata ad affrontare con carattere di urgenza l’esigenza di istituire un Protocollo tecnico che certifichi le indagini CATI (telefoniche). La presa d’atto è stata accettata a seguito all’intervento della Direzione Multimediale AGCOM dopo la pressione della REA per indire una consultazione pubblica che determini le regole dell’indagine alle quali le società rilevatrici dovranno attenersi a beneficio del mercato della pubblicità, degli inserzionisti investitori, del consumatore e delle emittenti che fanno ascolti reali non manipolabili come è ieri accaduto con Audiradio e come oggi accade con Eurisko. La proposta della REA si articola su cinque punti: 1) ampliamento (anche on line) del campionamento a 210 mila soggetti per consentire il rilevamento delle emittenti, piccole, medie e grandi; 2) interviste non superiore a 5/7 minuti per non stancare l’intervistato; 3) accesso trasparente alle iscrizioni; 4) chiare modalità di pubblicazione dei dati; 5) assegnazione diretta della pubblicità (agenzia-emittente) con pubblicazione delle relative quote al fine di stroncare alla radice l’intermediazione parassitaria. Il tutto in libera concorrenza tra le società rilevatrici ai fini della richiesta economica e delle modalità di pagamento con proposta di defiscalizzazione della spesa dell’indagine a carico dell’emittente e della pubblicità commissionata dagli inserzionisti. Pertanto il Presidente della REA, ha inviato al Presidente AGCOM, Angelo Cardani, una lettera in cui sollecita la Consultazione pubblica alla quale, ovviamente, potranno partecipare anche le associazioni dei consumatori e gli inserzionisti indipendenti nazionali e locali.
    Roma, 08 marzo 2013
    REA – Radiotelevisioni Europee Associate