Comunicazioni elettroniche, CGUE condanna Svezia a pagare 3 mln

La Svezia è stata condannata a pagare 3 milioni di euro per tardiva trasposizione della direttiva comunitaria sulla conservazione dei dati. Poiché tale direttiva mira a garantire la disponibilità dei dati relativi alle comunicazioni elettroniche a fini di indagine, accertamento e perseguimento di reati gravi, la sua tardiva trasposizione può produrre conseguenze sugli interessi privati e pubblici in questione. E’ quanto si legge in una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea pubblicata oggi.

La direttiva sulla conservazione dei dati è volta ad armonizzare le disposizioni degli Stati membri relative agli obblighi, per i fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico o di una rete pubblica di comunicazione, relativi alla conservazione di determinati dati da essi generati o trattati, allo scopo di garantirne la disponibilità a fini di indagine, accertamento e perseguimento di reati gravi, quali definiti dal diritto interno di ciascuno Stato membro. Tale direttiva doveva essere trasposta dagli Stati membri entro e non oltre il 15 settembre 2007. Ma la Svezia ha oltrepassato il termine.

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