Osservatorio: diritti tv, gli utenti non vedranno in chiaro le Olimpiadi di Sochi

Le Pay Tv continuano a misurarsi su più fronti, riducendo al minimo lo spazio lasciato libero ai canali per le trasmissioni in chiaro. Il confronto fra i pacchetti Sky e Mediaset Premium ha visto il colosso di Murdoch segnare un’altra importante vittoria in merito ai diritti di trasmissione delle Olimpiadi Invernali ospitate da Sochi 2014, aggiudicandosi i diritti di trasmissione, rigorosamente in pay per view, per la kermesse sportiva che si svolgerà tra il 7 e il 23 febbraio.

Il dg Rai Luigi Gubitosi ha scelto di non sedersi più al tavolo delle trattative ritenendo inaccettabile la richiesta di 20-30 milioni di euro fatta pervenire da Sky per l’acquisizione dei diritti tv in chiaro dell’evento a cinque cerchi. A pagare le conseguenze del mancato accordo (come spesso accade) i consumatori che, nonostante paghino il canone del servizio pubblico, non potranno fruire della visione in chiaro di uno degli eventi sportivi più importanti al mondo. La pay tv dal canto suo  al momento non ritiene di dover modificare la richiesta economica avanzata nei confronti di Viale Mazzini.

La Rai starebbe allora pensando di puntare tutto su Rio 2014 (non pervenuta Mediaset Premium, la cui offerta di sport si limita al solo calcio, ndr), ma anche in questo caso dovrà scendere a patti con Sky per ottenere i diritti tv. La stessa pay tv sa perfettamente di dover cedere una parte delle 100 ore di programmazione previste per le Olimpiadi di Sochi destinandole alla visione in chiaro, ma  stando alle ultime indiscrezioni potrebbe decidere di affidarle a Cielo, rete di sua proprietà.

I diretti protagonisti della vicenda declinano nel frattempo ogni responsabilità per il mancato accordo, con il direttore di RaiSport, Eugenio De Paoli, che sottolinea come “il problema è di Sky e non della Rai” e i dirigenti del gruppo di Murdoch che hanno replicato: “Sky ha un tale rispetto del mercato che difficilmente può fare trattative con prezzi al di fuori di quello proposto”.

Lo stesso universo delle istituzioni sportive non è rimasto a guardare, col Presidente del CONI Malagò a dirsi sconcertato: “Non posso pensare che il più grande evento sportivo del pianeta non venga trasmesso dal servizio pubblico. Spero che la Rai ci ripensi, me lo auguro quantomeno”. Il punto è che l’emittente pubblica non ha fondi sufficienti per far fronte alle richieste di Sky, col consumatore, come già accennato, a pagare le conseguenze di questa situazione.

Le Olimpiadi sono in programma a febbraio e non è detto che nel frattempo buon senso e spirito di pacificazione non possano condurre ad una ripresa delle trattative; alle porte tra l’altro ci sono altri importanti eventi sportivi (pensiamo agli Europei maschili di Basket in programma in Slovenia a settembre) e di certo non sarebbe ammissibile rivivere simili siparietti, soprattutto per chi, pur pagando un canone e tenendo fede ad un contratto (il consumatore), il più delle volte non riceve un adeguato servizio in cambio.

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