Verso approvazione brevetto unico europeo senza l’italiano

Vicino l’ok definitivo per il brevetto europeo unico in tre lingue, inglese, francese e tedesco. I negoziatori del Parlamento europeo e della Presidenza di turno Ue polacca hanno raggiunto un accordo, per il momento informale, sul “pacchetto del brevetto europeo”.

Brevetto unico, tre lingue e Tribunale dei brevetti. Questi i tre aspetti fondamentali della proposta su cui è stato trovato l’accordo e che adesso dovrà passare al voto della commissione giuridica del Parlamento e del Consiglio Ue. Una volta approvato, entrerà in vigore a partire dal 2014.

Niente italiano nonostante le forti pressioni di Roma fatte nei mesi scorsi. Resta fuori anche lo spagnolo. Il brevetto europeo è stato approvato nei negoziati grazie alla “cooperazione rafforzata” degli altri 25 Paesi che hanno accettato il trilinguismo basato su inglese, francese e tedesco.

Ridurre i costi dei brevetti e accrescere la competitività delle aziende europee sul mercato mondiale. Questi i due obiettivi principali del brevetto unico europeo che dovrebbe generare un taglio del 80 per cento alle attuali spese di registrazione. Negli Stati Uniti e Giappone il costo dei brevetti è visibilmente più basso.

Le aziende italiane che vorranno fare domande potranno comunque farlo. Questa clausole è stata prevista all’interno della cooperazione rafforzata. È comunque possibile che Italia e Spagna decidano di unirsi in agli altri Paesi Ue in sede di voto parlamentare o di Consiglio Ue.

Una sorta di brevetto europeo esiste già in inglese, francese e tedesco, e dipende dall’Ufficio europeo dei brevetti (UEB), un organismo intergovernativo che comprende 37 Paesi (27 dell’Ue e 10 europei ma non Ue) che insieme al Consiglio di Amministrazione, forma l’Organizzazione europea dei Brevetti. L’Ufficio Europeo dei Brevetti ha sede a Monaco di Baviera.

di Alessio Pisanò

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